2015 / 2016 – Arte


Progetto

I nazareni a Roma: l’utopia di fondere arte e vita
I nazareni a Roma: l’utopia di fondere arte e vita, studia il caso del gruppo di pittori tedeschi che nel 1808 fondarono la Confraternita della Lega di San Luca (Lukasbund), trasferendosi nel 1811 nella città di Roma, dove, per il loro aspetto stravagante, vengono soprannominati “i nazareni”. Nella capitale italiana, i pittori Friedrich Overbeck, Franz Pforr, Ludwig Vogel e Johann Konrad Hottinger si insediano nel Monastero di San Isidoro, che è temporaneamente disabitato. Lì intraprenderanno una vita austera ispirata alle corporazioni medievali e ai monasteri cattolici. Presto si uniranno a loro creatori di altre parti del mondo, che entreranno a far parte di questa peculiare confraternita, in cui l’Arte occupava il luogo rivestito dalla religione in un monastero.
I nazareni furono tra i primi gruppi a concepire l’arte e la vita come una proposta congiunta. Questo progetto mira a studiare contemporaneamente i luoghi in cui lavorarono e vissero questi artisti, mettendo in relazione i legami tra quotidianità comunitaria e pratica creativa.
Sulla base degli studi precedenti, questo approccio si propone di inserire la storia dei nazareni in una narrativa più ampia, collegandoli con i dibattiti sui rapporti tra arte e vita, e mettendo il loro caso in dialogo con le nozioni contemporanee riguardo all’utopia. Incrociando studi utopici e storia dell’arte, si mira a progredire verso un’analisi della pratica utopico-artistica, cercando altresì di esplorare la storia di un pensiero sociale messo in atto dalla creazione artistica.

Biografia

Julia Ramírez è dottoressa in storia dell’arte, con una tesi intitolata Utopías artísticas del mundo contemporáneo. Arte, utopía y movimientos sociales 1989-2011, seguita da Delfín Rodríguez (UCM). La sua ricerca è stata supportata da una borsa di studio FPU (Ministero di Istruzione e Scienza, 2011-2015) e da una borsa di studio presso la Residencia de Estudiantes (Ayuntamiento de Madrid, 2010-2013). Ha soggiornato presso la New York University, con l’ordinario in sociologia Stephen Duncombe (2013) e al Laboratoire langages actions urbaines alterités, con la ricercatrice Emmanuelle Chérel (2014).
Il suo ultimo lavoro si occupa degli scambi tra arte, immaginazione sociale e attivismo, ed è autrice del libro Utopías Artísticas de revuelta (Cátedra, 2014). Si è interessata anche alle questioni legate all’arte non professionale nel suo prologo al libro di Hans Prinzhorn Expresiones de la locura (Cátedra, 2012).
Ha tradotto Erwin Panofsky (La arquitectura gótica y escolástica, Madrid, Siruela, 2007), e i suoi testi sono stati pubblicati in diversi libri collettivi, nonché in varie riviste e journal.