2020/2021


PROGETTO


GRAND HOTEL NAZARENO

Grand Hotel Nazareno analizza gli spostamenti simbolici, metaforici e letterali dei gabinetti di Scienze Naturali utilizzati come modello pedagogico nei collegi di ordine religioso.

Questi gabinetti, creati nel Settecento e ancora vigenti ai giorni nostri, includevano collezioni di minerali, erbari o animali esotici imbalsamati, tra le altre cose, molti dei quali provenienti dalle missioni nelle colonie latinoamericane, africane e asiatiche.

Il collegio Nazareno, fondato da Giuseppe Calasanzio nel 1630 nella città di Roma, fu la prima scuola pubblica e gratuita d’Europa. Dopo quasi 400 anni di attività educativa, l’edificio è stato recentemente venduto a una lobby alberghiera per una riconversione a hotel di lusso. Dopo questa operazione immobiliare, le collezioni d’arte, la biblioteca e il gabinetto di Scienze Naturali sono state depositate nelle varie sedi di proprietà degli scolopi dentro e fuori Roma.

Il corpo osseo di una balena catturata il 14 aprile del 1843 in Groenlandia ha fatto parte del suddetto collegio fino alla sua chiusura, ed è stato infine destinato all’Istituto Giuseppe Calasanzio insieme al resto del gabinetto.

Il suo trasferimento da questo istituto educativo è stato realizzato in un furgone che ha percorso i luoghi emblematici di Roma, con la successiva sistemazione nel salone dei ritratti dell’Accademia, trasformando questo luogo non soltanto in un gabinetto, ma anche in uno spazio per la pratica e la riflessione pedagogica. Il corpo spiaggiato di questa balena sussurra la fine di un’epoca, mentre rimane nell’immaginario di alcune generazioni.

Devo ringraziare la generosità dell’Istituto Giuseppe Calasanzio e di tutti i residenti dell’Accademia che hanno reso possibile questo progetto.

BIOGRAFÍA


Txuspo Poyo

Dagli anni ’90, Txuspo Poyo ha seguito una determinata metodologia di processo, con un senso molto marcato del montaggio, per tracciare storie giustapposte a partire dalla ricerca e dall’analisi di alcuni avvenimenti generazionali in incroci ibridi. Questi vanno dalla serie di celluloidi in cui decostruiva pellicole per eseguire tessuti con l’immagine filmica, all’uso della console Pixel Vision come dispositivo di giocattolo pre-tecnologico; il suo obiettivo, realizzare uno studio documentario sull’aspetto relazionale nel comportamento morale, di genere, sociale e psichico dei cartoni animati nella cultura occidentale. Tutte queste proposte hanno generato racconti la cui tensione risiede in immagini incrociate, trame in cui confluiscono residui storici e inconclusi, insieme a frammenti dell’immaginario culturale sia collettivo che individuale, catturati dalla storia, il mondo del cinema, l’architettura e la letteratura fantascientifica. Le sue opere apportano una rilettura di modi e modelli di produzione e rappresentazione.

https://txuspo-poyo.com