2020/2021 |  © Carlota Surós


PROGETTO


Come un battito nel cuore. Una genealogia visiva del movimento operaio in Italia

Il progetto “Come un battito nel cuore” mira a configurarsi come una genealogia visiva attorno alla storia del movimento operaio italiano nel corso di un Ventesimo secolo particolarmente breve delimitato dagli omicidi eccellenti di Umberto I di Savoia (1900) e di Aldo Moro (1978). Il progetto adotterà un formato espanso a mo’ di Bilderatlas Mnemosyne che combinerà il disegno, la pittura, la documentazione storica e materiali di emeroteca in una sorta di ambiziosa crono-cartografia visiva che punta a riflettere sugli eventi e sulle strategie della narrativa storica.

In “Come un battito nel cuore” Carrasco vuole sviluppare con particolare dedizione la critica già introdotta Zygmunt Bauman, secondo cui la storia non è né una linea retta né un processo cumulativo, per facilitare una lettura comprensibile, monolitica e ordinata del passato (critica che appare in maniera ricorrente nei suoi precedenti lavori artistici). Evidentemente la storia non avviene mai in questo modo: i processi complessi – come quelli avvenuti nel Ventesimo secolo – sono segnati da casualità, intrighi, connessioni arbitrarie, interessi, realpolitik e dettagli che non conosceremo mai con certezza.

Con il progetto Carrasco porrà l’attenzione non soltanto sulla dimensione storica delle diverse tappe fondamentali, movimenti e operazioni degli individui e organizzazioni operaie di quasi otto decenni di storia, ma si soffermerà particolarmente sull’analisi visiva ed ermeneutica degli stessi nei corrispondenti periodi politici. Pertanto, cominciando dall’assassinio del monarca Umberto I di Savoia per mano dell’anarchico-sindacalista Gaetano Bresci (lavoratore italiano dell’industria tessile degli Stati Uniti che pianificò il suo ritorno in Italia e l’omicidio per vendicarsi del “Massacro di Bava Beccaris” ordinato dal monarca in persona), si analizzerà il modo in cui la stampa e la storia descrissero quell’avvenimento e i suoi protagonisti.

Il progetto progredirà nel corso di quel convulso Ventesimo secolo soffermandosi su diversi momenti protagonisti rilevanti (sebbene presterà attenzione anche a eventi della microstoria) come possono essere l’assassinio di Giacomo Matteotti nel 1924, la carcerazione di Antonio Gramsci nel 1926, le fraudolente elezioni generali del 1934 (con una vittoria del 99,85% a favore del Partito Nazionale Fascista), l’azione di resistenza partigiana, l’armistizio di Cassibile, la sconfitta tedesca nella Seconda guerra mondiale e l’esecuzione di Benito Mussolini, il referendum che diede luogo alla nascita della Repubblica, la ratifica della Democrazia Cristiana al potere, lo sviluppo teorico dell’operaismo e autonomismo italiani, l’avanzata del PCI di Enrico Berlinguer alle elezioni del 1976 o, infine, l’avvento della lotta armata delle Brigate Rosse che avrebbe stroncato la vita dell’ex presidente del governo e “anima” della Democrazia Cristiana Aldo Moro durante la nota “Operazione Fritz”.

BIOGRAFIA


Alán Carrasco

È artista visivo e ricercatore. Attualmente svolge la sua ricerca di dottorato nel programma di Dottorato in Storia e teoria delle Arti dell’Universitat de Barcelona, e quello di Storia dell’Architettura della Brandenburgische Technische Universität, in cui analizza i concetti di iconoclastia e memoria collettiva, a partire dagli eventi sociopolitici che vanno dalla fallita Spartakusaufstand del 1919 fino alla caduta del Muro di Berlino nel 1989.

Il suo lavoro di produzione come artista è concettualmente legato al suo lavoro di ricercatore teorico. Negli ultimi anni ha sviluppato un corpus di opere incentrato sui meccanismi di costruzione dei racconti ufficiali, prestando particolare attenzione ad alcune delle loro strategie narrative, come l’induzione selettiva di memoria e di oblio, e specialmente all’interno di quest’ultima tecnologia, la funzione dell’iconoclastia.

È particolarmente interessato ai confini dei racconti storici e all’analisi delle ragioni per le quali alcuni aspetti e attori siano stati sistematicamente eliminati dagli stessi. In progetti più o meno recenti ha lavorato anche con gli aspetti di ciò che chiama “possibilità della storia”, vale a dire eventi della cui verosimiglianza non siamo sicuri ma che sono, ad ogni modo, plausibili.

www.alancarrasco.com