Diego Aramburo – Processi 149

DIEGO ARAMBURO, A occhi chiusi


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REAL ACADEMIA DE ESPAÑA EN ROMA

PROCESSI 149 | MOSTRA FINALE DEGLI ARTISTI E RICERCATORI RESIDENTI, STAGIONE 2021/2022

Dal 15 settembre 2022 al 27 novembre 2022

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SCHEDA DATI

 

1. EMANUELA

Videoretrato (en reversa).

13’50”

Concepción: Diego Aramburo

Foto y registro: Diego Aramburo

Edición: Comunica (Simón Ávila), y Diego Aramburo

Entorno Digital: Alejandro Soto

Composición Musical y Entorno Sonoro: Oscar Kellemberger

Asesoría a la investigación y proyecto: Andrea Riera

Web: Turu Producciones

Agradecimiento a Sara Aramburo y María Fernanda Antuña

Producción: Aramburo/Kiknteatr © 2022

Creado en el marco de la Residencia Artísica de la Real Academia de España en Roma

 

Esta videoinstalación es parte del proyecto que consiste en intentar recuperar la capacidad de relacionarse con lo diverso a unx mismx y establecer relaciones sostenibles a pesar, e incluyendo, la diferencia. ‘Ritualizar’ algún hábito particular presente en los encuentros con cada persona se inspira en el ‘acullico’ boliviano, así como la idea de construir un ‘nosotros’ mas amplio, que incorpora al ellos y a ustedes en ese plural compartido, en primera persona.

Encontrar tiempo para pasear la ciudad. Reír. Comer algo tradicional.

Preguntarse cosas, de política, de la vida y formas de ser. Escuchar.

Emanuela es una profesional muy dedicada en su trabajo. Al mismo tiempo es una persona muy preocupada por las personas y la sociedad.

La amistad que desarrollamos inicia con su sensibilidad por los demás, lo que la hace ser curiosa con las personas y luego surge su generosidad, basada en su simpleza. Esto, su timidez, su espontaneidad y optimismo la hacen diferente y especial.

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2. SAMIR

Videoretrato (en reversa).

13’48”

Concepción: Diego Aramburo

Foto y registro: Diego Aramburo

Edición: Comunica (Simón Ávila), y Diego Aramburo

Entorno Digital: Alejandro Soto

Composición Musical y Entorno Sonoro: Oscar Kellemberger

Asesoría a la investigación y proyecto: Andrea Riera

Web: Turu Producciones

Agradecimiento a Sara Aramburo y María Fernanda Antuña

Producción: Aramburo/Kiknteatr © 2022

Creado en el marco de la Residencia Artísica de la Real Academia de España en Roma

Esta videoinstalación es parte del proyecto que consiste en intentar recuperar la capacidad de relacionarse con lo diverso a unx mismx y establecer relaciones sostenibles a pesar, e incluyendo, la diferencia. ‘Ritualizar’ algún hábito particular presente en los encuentros con cada persona se inspira en el ‘acullico’ boliviano, así como la idea de construir un ‘nosotros’ mas amplio, que incorpora al ellos y a ustedes en ese plural compartido, en primera persona.

Encontrarse entre los varios trabajos de Samir. Tomar algo.

Hablar de la vida, de religión, hábitos y política. Caminar sin hablar.

Samir llegó a Italia como refugiado, desde Afganistán, pero luego de haber pasado por varios países en Europa, huyendo de la situación de su país.

La amistad que hemos establecido se basa en su curiosidad que sólo encuentra paralelo en su ilimitada y poco común generosidad y su preocupación por compartir lo que él cree y piensa que puede beneficiar a los demás.

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3. MEL

Videoretrato (en reversa).

11’56”

Concepción: Diego Aramburo

Foto y registro: Diego Aramburo

Edición: Comunica (Simón Ávila), y Diego Aramburo

Entorno Digital: Alejandro Soto

Composición Musical y Entorno Sonoro: Oscar Kellemberger

Asesoría a la investigación y proyecto: Andrea Riera

Web: Turu Producciones

Agradecimiento a Sara Aramburo y María Fernanda Antuña

Producción: Aramburo/Kiknteatr © 2022

Creado en el marco de la Residencia Artísica de la Real Academia de España en Roma

Esta videoinstalación es parte del proyecto que consiste en intentar recuperar la capacidad de relacionarse con lo diverso a unx mismx y establecer relaciones sostenibles a pesar, e incluyendo, la diferencia. ‘Ritualizar’ algún hábito particular presente en los encuentros con cada persona se inspira en el ‘acullico’ boliviano, así como la idea de construir un ‘nosotros’ mas amplio, que incorpora al ellos y a ustedes en ese plural compartido, en primera persona.

Verse entre ciudades. Mel trabaja haciendo tours. Capuccino y brioche.

Hablar de objetivos, luchas, y sobre el arte de representar. Y sobre callar.

Mel es una mujer trans ítalo-brasilera. Ha sido parte de las luchas LGTBIQ+ en Brasil y ahora comienza a serlo en el norte de Italia.

Con ella construimos una profunda amistad gracias a compartir tiempo de calidad en los espacios de Mel, que ella tuvo la generosidad de abrirme. La diferencia su incansable lucha para superar barreras (falsas), impuestas por la sociedad la llevó a ser una referente cultural en su Londrina natal.

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a occhi chiusi, il progetto

L’esperienza della pandemia ha reso più visibile il processo di isolamento che gli individui, perlomeno nella “cultura occidentale”, avevano avviato già da tempo e che ha
subito un’accelerazione con l’arrivo dei social network.

In “A OCCHI CHIUSI” si propone una serie di incontri con persone differenti, diverse tra loro (di ambienti urbani o meno, o di collettivi marginalizzati nel loro contesto, per esempio) in cui nasce la prima domanda: riusciamo a incontrare qualcuno di “diverso” attualmente? Usciamo dalla nostra piccola cerchia familiare, sociale o lavorativa? E se a volte cerchiamo di farlo, come ci riusciamo? Abbiamo alzato delle barriere per non farlo – almeno non comunemente – davanti a noi stessx? Come le superiamo?

Una volta raggiunto il menzionato contatto con l’alterità, la fase successiva del progetto consiste nell’osservare se si riescono a stabilire alcuni incontri in quanto tali (e non soltanto entrare in contatto con queste persone).

A tale scopo, in “A OCCHI CHIUSI” si prospetta che gli incontri siano mediati da un pranzo ordinario in cui si cercherà la semplicità della ripetizione, puntando così alla qualità del tempo condiviso e riflessivo presente nel “acullico” (masticazione andina della foglia di coca naturale in un atto comunitario, masticazione di una forma ritualizzata che permette l’ascolto attento di ciò che ogni partecipante all’incontro abbia da dire, proporre, richiedere, offrire).

È possibile stabilire “rapporti umani” in un’epoca in cui stabiliamo moltissimi contatti e molti rapporti lavorativi, rapporti pratici, pragmatici e rapporti utilitaristici? La natura investigativa e creativa di questo approccio riuscirà a modellarsi per creare lo spazio per dialoghi e, forse, rapporti? Per questo, dunque, lungo tutto il processo, ci si interroga se questo tipo di attenzione/cura “rituale” incentrata sull’ascolto dell’altro contribuirà a far sì che queste riunioni diventino atti/fatti di INCONTRO…

E, partendo dal presupposto che nel mondo andino c'è un “noi” simile a quello “occidentale” – separato da loro, ma che c'è un altro “noi” che racchiude tutti e tutto il resto, e avendo anche un tempo andino che “retrocede verso il futuro” (come all’indietro sono i video-ritratti che nascono dagli incontri del Progetto), si riesce a ritornare all’abilità di ascoltare chi è fuori dalla cerchia immediata, che consideriamo diverso? Uscire dalla bolla per dedicarsi a una “poco probabile” ma potenziale Amicizia?

E, in modo personale e pensando alla rappresentatività (una delle caratteristiche delle arti sceniche), posso ridiventare qualcosa di più della mia individualità? Un io/me rappresenta una pluralità/comunità o soltanto la mia individualità, le mie azioni sono rappresentative di un qualcosa di più grande della mia (effimera) individualità?

Posso guardare/guardarmi negli occhi? Fidarmi?

Penso che i tre video-ritratti presenti non siano solo delle persone, qualità e storie nelle quali mi sono imbattuto nel viaggio di questi incontri umani; penso che questi, e gli altri che verranno, siano testimoni di questo processo in cui credo di riuscire a veder riflesso e guardare, negli occhi, il presente – e riesco anche a vedermi in un cammino che cerca di curare la mia stessa difficoltà di avere dei rapporti.

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su DIEGO ARAMBURO

Diego

Artista, drammaturgx e regista scenicx bolivianx che lavora a livello internazionale, invitatx a dirigere allestimenti per teatri ufficiali del mondo, nonché a girare e a presentarsi nei festival internazionali con le creazioni fatte in Bolivia con la sua compagnia Kiknteatr. Premiatx numerose volte per le sue creazioni sia nel suo paese che all’estero, Diego Aramburo ha ricevuto due volte la Medaglia d’Onore dell’Assemblea Legislativa del suo paese per il suo contributo alla cultura.

I suoi testi sono stati tradotti, pubblicati e messi in scena in diversi paesi e lingue e il suo lavoro si suddivide in due linee principali: le creazioni di ricerca interdisciplinari e gli allestimenti “prettamente teatrali” di grande formato.