EL VIAJE A ROMA. FOTÓGRAFOS BECARIOS EN LA ACADEMIA DE ESPAÑA EN ROMA

APERTURA EL 26 DE NOVIEMBRE EN EL CENTRO CULTURAL DE MONTEVIDEO
DE 11.00 A 19.00 (GMT-3)

Mañana, jueves 26 de noviembre de 2020 y hasta el 20 de febrero de 2021 se inaugura en el Centro Cultural de España en Montevideo la exposición “El viaje a Roma. Fotógrafos becarios en la Academia de España en Roma”. Se trata de la tercera etapa de una itinerancia que inició el Centro Niemeyer de Avilés entre junio y septiembre de 2019, que después se presentó en Casa de América en Madrid y que gracias al apoyo de AECID la muestra continuará su itinerancia internacional a lo largo de 2021 por diversos países americanos.

Esta exposición reúne una muestra de la obra de algunos de los fotógrafos españoles contemporáneos más reconocidos por su calidad artística: Paula Anta, Juan Baraja, Nicolás Combarro, Naia del Castillo, Julio Galeote, Germán Gómez, José Guerrero, David Jiménez, Aitor Lara, Jesús Madriñán, Fernando Maquieira, José Noguero, Jorge Yeregui y Begoña Zubero. Junto a sus obras se expone también un amplio grupo de fotografías de Gregorio Prieto y Eduardo Chicharro, los primeros artistas que abordaron la fotografía en la Academia de España en Roma.

Todos estos creadores conforman un conjunto de fotógrafos que hoy constituyen la primera línea de la fotografía española. A pesar de su diferencia de edad, forman una suerte de generación que asume la fotografía como un lenguaje propio con el que realizar un análisis subjetivo del entorno y una documentación de una época o de un lugar. Con sus obras, la comisaria Rosa Olivares presenta esta exposición con el objetivo de mostrar que es lo que actualmente se está haciendo en España en el ámbito de la fotografía. Al mismo tiempo, la exposición visibiliza cuál fue el punto de inicio de esta disciplina, con las atrevidas fotografías de Gregorio Prieto y Eduardo Chicharro, ambos becarios de esta institución entre 1920 y 1930.

La Academia de España en Roma desde su creación, en 1873, ha desempeñado un papel fundamental en la formación de diversas generaciones de artistas e intelectuales españoles. Esta institución de la Administración General del Estado en el exterior tiene por objeto primordial contribuir a la formación artística y humanística de creadores, restauradores e investigadores, con la finalidad de lograr una mayor presencia cultural española en Italia, un mejor entendimiento de las culturas de ambos países y una mayor vinculación cultural entre Europa e Iberoamérica. La Academia abarca en la actualidad disciplinas tan diversas como cine, arquitectura, escultura, fotografía, moda o restauración.

Rosa Olivares: coordinadora de exposiciones de fotografía del Centro Niemeyer y comisaria de este proyecto, es una de las mujeres que más ha colaborado en la difusión y conocimiento del arte contemporáneo y sus profesionales en nuestro país. Editora, periodista, crítica, gestora cultural y comisaria, desde el año 2000 es editora y directora de la revista especializada en fotografía contemporánea “Exit” y, desde 2002, también de “Exit Book”, una revista que analiza libros de arte y de cultura visual contemporánea.

Mesas redondas – Reactivando Videografías

TAVOLE ROTONDE “VIDEOGRAFIE: LA CULTURA TRA LE TELECAMERE”

Curatrice scientifica: Remedios Zafra (Istituto di Filosofia, CSIC)

TEMATICHE

  1. (VIDEO)CREAZIONE ED EPOCA (dopo Internet)
  2. CREAZIONE COME LAVORO (contro la precarietà)
  3. VOCI E CULTURE REGISTRATE (ripetizione e differenza)

GIUSTIFICAZIONE

Da quando Internet è diventato normale nelle nostre vite gli artisti sembrano non avere più la prerogativa della “produzione di immagini”. Qualsiasi soggetto connesso fotografa, filma e pubblica, diffonde e condivide i suoi lavori facendo confluire ambiti che fino a poco fa erano diversificati come pratiche amateur o professionali. Le proprie stanze connesse sono diventate studi di registrazione e di facile accesso a strumenti di montaggio e distribuzione di opera audiovisiva. Non è l’unico territorio che si è visto trasformato da Internet, anche le sfere di produzione, ricezione e distribuzione, prima separate, ora confluiscono sullo schermo. Allo stesso modo in cui si deteriorano ambiti del pubblico e del privato o quelli della presentazione e rappresentazione soggettiva e identitaria nelle affascinanti cornici di fantasia di tutta una diversità di dispositivi connessi e normalizzati nelle nostre vite.

È vero che gli artisti non hanno più il vantaggio di dominare l’esclusiva delle più abituali tecniche creative, oggi accessibili a qualunque persona connessa con desiderio di imparare. Ma è anche vero che da tempo gli artisti (perlomeno quelli che chiamiamo contemporanei) non si caratterizzano necessariamente per la padronanza formale di una tecnica, bensì perché hanno scelto modi creativi rispetto a modi di addomesticamento. Ciò ci ricorda che da creazione e pensiero ci aspettiamo la domanda scomoda, laddove la cultura diventa più frammentaria e precaria, il contropotere per l’infiltrazione riflessiva e la trasformazione di un mondo attraverso gli immaginari che concepiscono, gli ambienti che ci illuminano, le luci e le ombre che proiettano e le idee con le quali possono turbarci. Perché il pensiero critico, come la creatività liberata, sembrano ricevere il mandato di non accontentarsi degli effetti catartici o estetici dell’arte vecchia, ma agire per disordinare ciò che tranquillizza mentre – paradossalmente – sfrutta la sottomissione delle persone. Non servirebbero a tale scopo maniere creative che issino bandiere di una qualche verità, ma che piuttosto aiutino a mostrare le forme in cui quelle verità vengono impugnate. Non servirebbe predicamento vuoto, luminoso e pubblicitario che reiteri “arte” “creatività” e che miri a circoscrivere in parole come “video creazione” o “video arte”, opere che resistendo alle delimitazioni diversificano il loro nome, evidenziando un terreno mobile della cultura sopra il quale proponiamo di soffermarci per pensare.

In questo scenario, quali potenze e valori possiamo trarre oggi da questo fare creativo di fronte all’eccesso di produzioni che inonda la rete? Il contesto è complesso e le ragioni non sono chiaramente definite, poiché in ogni spazio culturale e personale si fondono e mischiano con le limitazioni di produzione, le condizioni di precarietà del lavoro creativo, il sostegno dell’istituzione artistica, l’accompagnamento di strutture e circuiti e tante altre. Problematizzare questo territorio di produzione e definizione creativa audiovisiva in cui la cultura si vede trasformata è uno degli obiettivi di questo progetto. Un progetto che guarda l’arte guardando al sud dell’America e al sud dell’Europa.

Questo progetto teorico si costruisce su un progetto artistico promosso dalla RAER che offre alla società lo sguardo di artisti e curatori di diversi paesi dell’America Latina, Spagna e Italia attraverso una selezione di opere videografiche di diversa indole, che rappresentano mondo ed epoca, dall’intimità della cultura locale fino all’identità globalizzata, dalla violenza singolare e crudamente abituale in contesti concreti, ai frammenti sincronici di mondo e di vite che parlano del tempo che viviamo.

Questo insieme di diversità di voci e culture aveva bisogno di una stanza tutta per sé, un contesto di concentrazione che permettesse di guardarle singolarmente o in gruppo. Approfondendone una a una o stabilendo nessi e legami silenziosi tra le loro narrative, modi di dire e questioni che le mobilitano. Ma ci sembrava che meritassero il regalo dell’osservazione e della riflessione al di là della contemplazione e valutazione estetica o critica. A tale scopo l’archivio online di Videografie sarà accompagnato da diversi dibattiti e da una pubblicazione che mirano a problematizzare e a rendere riflessiva l’esposizione di queste opere.

Nell’articolazione tematica di suddetto lavoro di dibattito, ricerca e scrittura, proponiamo di differenziare tre nodi di intensità sui quali circoscrivere le riflessioni: la complessità e il contesto della cultura-rete per la pratica videografica, i soggetti creatori e le loro condizioni di produzione oggi e, infine, le culture e i soggetti che parlano uniti in gran parte da una lingua comune ma singolarizzati nell’enfasi e nello sguardo.

DIBATTITI “VIDEOGRAFIE: LA CULTURA TRA LE TELECAMERE”

Per strutturare i dibattiti si propongono i tre nodi di ricerca che seguono, considerando che le opere selezionate nel progetto artistico parlano da sguardi artistici e curatoriali in cui confluiscono sensibilità ed enfasi culturali, estetici, politici ed esperienziali localizzate molto diverse, nonché esperienze molto variegate di sostegno alla video creazione da parte di contesti istituzionali di istruzione e diffusione che li promuovono e sostengono, fino ad altri che nascono dalla volontà di narrare degli artisti e i cui lavori si disperdono tra la pubblicazione aperta sulla rete, bussando alle porte dell’industria audiovisiva o facendo parte di proiezioni e dibattiti in luoghi alternativi e periferici che appoggiano la creazione. Alla luce di tutto ciò, ci sembra che l’oggetto di riflessione non debba essere esclusivamente il lavoro artistico, ma i contesti di produzione e lo scenario di trasformazione culturale diffuso da un mondo irreversibilmente connesso. Pertanto la cultura osservata non sarà soltanto ciò che si vede attraverso le telecamere, ma ciò che sta tra, prima e dopo le telecamere.

TAVOLA 1

(VIDEO)CREAZIONE ED EPOCA (dopo Internet)

L’enfasi in questo caso non verrà dal soggetto creatore ma dai tempi che viviamo, dai cambiamenti nella sfera culturale e artistica, e in particolar modo da quelli derivati dal vivere in una società connessa, eccedentaria nel visivo e in cui si posizionano nuovi sistemi di valore appoggiati alla visibilità e condizionati dal mercato. Come confluiscono, si fondono ed entrano in relazione le opere audiovisive creative nella cultura-rete? In che modo si posizionano o si diluiscono i generi classici dalla rivendicazione o dall’attenuazione? Come entrano in relazione con l’industria, le piattaforme e il mercato? Quali frontiere si possono (o meno) argomentare da parte dell’istituzione artistica? Come immaginiamo la creazione del futuro e le vetrine creative del futuro?

TAVOLA 2

CREAZIONE COME LAVORO (contro la precarietà)

Questa tavola mira ad affrontare la trasformazione delle condizioni di creazione, lavoro e vita di chi oggi crea attraverso il video in contesti di indefinitezza creativa, in cui la pratica stessa viene denominata in modi diversi. Le condizioni di precarietà, pluri-lavoro e lo svanire della tua opera come lavoro, sono sfide su cui riflettere in base a domande come: chi crea? Come lo fa? Quali difficoltà incontra? Ma soprattutto, quali sono le attuali condizioni di produzione e lavoro di questi creatori? Quali difficoltà e contraddizioni riscontrano nella loro produzione, nella considerazione del loro fare come lavoro remunerato, nella sua diffusione, nell’habitat della rete, nei circuiti artistici…? In che modo si legano con la loro pratica come lavoro e in che modo è percepito e appoggiato dal contesto?

Per l’articolazione e lo sviluppo di questa tavola sarà di grande importanza il lavoro previo di interviste agli artisti partecipanti.

TAVOLA 3

VOCI E CULTURE REGISTRATE (ripetizione e differenza)

La ricchezza e la diversità di forme e voci del lavoro videografico contemporaneo lo trasforma indubbiamente in un significativo ed evocativo ritratto della complessità di mondi di vita. Dalla registrazione documentaristica ed etnografica fino alle forme ibride di fiction e auto fiction, le possibilità della creazione audiovisiva si muovono in un ricchissimo gradiente in cui c’è posto per la realtà senza filtro e l’infiltrazione di una telecamera che vede senza essere vista, fino alla complicità della storia creata, rappresentata o immaginata a partire da ciò che ferisce il creatore, sia intimo o culturalmente condiviso. In questa tavola cerchiamo l’opportunità di parlare delle nostre culture parlando delle loro creazioni. A tale scopo proponiamo una conversazione tra i vari curatori, curatrici e artisti partecipanti al progetto. Che cosa diciamo e che cosa mostriamo in queste opere? Che cosa nascondiamo? Che cosa reiteriamo e che cosa ci distingue? In quale misura gli interessi e le tematiche su cui lavorano artisti e curatori ci permettono di conoscere la complessità che viviamo nelle sue sintonie globali e nei punti di intensità locale? Chi sono i soggetti di quei discorsi? Come narriamo, quali sono le nostre scritture e mezzi, le nostre risorse, modi di dire e strategie? Che cosa li distingue da altre creazioni audiovisive? In che modo queste creazioni dialogano con altre pratiche che si diffondono e abitano la quotidianità delle reti?

Inaugurazione virtuale Riattivando Videografie

RIATTIVANDO VIDEOGRAFE

26 novembre alle ore 19 in diretta su FACEBOOK

Un progetto dell’Agencia Española de Cooperación Internacional para el Desarrollo (AECID), in collaborazione con la Real Academia de España en Roma e la Rete di Centri Culturali della Cooperazione Spagnola, inquadrato dentro di Programa Ventana.

Riattivando Videografie offrirà un percorso espositivo virtuale con una selezione di lavori audiovisivi di più di 70 artisti provenienti da  Argentina, Bolivia, Cile, Costa Rica, El Salvador, Guatemala, Guinea Equatoriale, Honduras, Italia, Messico, Nicaragua, Panama, Paraguay, Peru, Repubblica Dominicana, Spagna e Uruguay.

La mostra, curata da Estibaliz Sádaba Murguia, raccoglie una cartografia estesa e abitata da un’enorme pluralità di voci dalla quale emerge la diversità di modi di lavoro e formati, il tutto con l’obiettivo di offrire una profonda riflessione attorno a un’unica caratteristica omogenea: la video arte.

La piattaforma web è stata disegnata per poter accedere in maniera intuitiva e diretta a tutte le opere, che vanno accompagnate da una sinossi e la biografia dell’artista, e i testi curatoriali. Ancora una volta, la tecnologia si trasforma in un potente alleato, affrontando la sfida e concependo un’esposizione in tempi di difficile presenzialità.

L’inaugurazione, dove parteciperanno alcuni dei protagonisti, si potrà seguire in diretta Facebook, e sarà il primo di una serie di appuntamenti che avranno luogo durante il 2021.
Seguici per restare aggiornato!

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COVID–19 – Nuove disposizioni DPCM 3 novembre

Chiusura temporanea della mostra PROCESSI 147 e del complesso monumentale.

Da giovedì 5 novembre la Real Academia de España en Roma rimarrá chiusa al pubblico temporaneamente in ottemperanza al DPCM del 3 novembre 2020.

Nel frattempo, vi invitiamo a visitare la mostra online PROCESSI 147, e a rimanere aggiornati sui nostri social per le attività online.

RESTA AGGIORNATO!

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TW: @RAERoma

 

 

Cuentos en Red

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“Cuentos en Red” è una serie di audioracconti in podcast, iniziativa della Red de Centros Culturales de España appartenente alla Agencia Española de Cooperación Internacional pata el Desarrollo; si tratta di una raccolta di venti racconti di venti città di tre continenti. A partire da lunedì 18 maggio, per venti giorni consecutivi, si pubblicheranno en ivoox e spotify i racconti selezionati per ogni paese.
Con questa iniziativa la Rete dei Centri Culturali propone un avvicinamento alla letteratura attraverso strumenti digitali, raccoglie racconti di autrici e autori di paesi ispanoablanti in uno spazio comune con l’obiettivo di far conoscere in maniera interattiva la ricchezza della narrativa in lingua spagnola, così come la possibilità di questo genere e l’importanza della ficcion per la costruzione di immaginari possibili.

I racconti sono narrati da scrittrici e scrittori, giornalisti, attrici e attori di Santo Domingo, Città del Messico, Città del Guatemala, Tegucigalpa, San Salvador, San José de Costa Rica, Managua, Panamá, Lima, Santiago del Cile, Cordoba, Rosario, Buenos Aires, Montevideo, Asunción, La Paz, Malabo, Bata, Roma e Madrid. Città dove si trovano i centri culturali e i centri associati della Cooperación Española, così come l’Academia de España en Roma e la Biblioteca di AECID.

I Cuentos en Red possono essere ascoltati gratuitamente da computer, tablet o semplicemente da smartphone accedendo al Link di IVoox o attraverso il link di Spotify