2019 / 2020


PROGETTO


“Alberi per strade, imperi e paradisi” è un saggio fotografico su una possibile storia di Roma scritta a partire dai suoi alberi pubblici. Il progetto analizza le specie arboree utilizzate nella città nei diversi periodi sociopolitici e culturali attraversati nel corso della sua storia, studiando l’implicazione del paesaggio urbano in ambiti come la rappresentazione del potere, la funzionalità o le risorse ecologiche.
In un primo momento, il progetto prende a riferimento il censimento arboreo creato da F. Attorre e dal dipartimento di Biologia dell’Università La Sapienza, e propone un dialogo tra l’attuale paesaggio e la sua evoluzione in diversi momenti storici.
Il progetto si incentrerà su alberi come il Pinus pinea, che deve la sua massiva presenza al programma previsto da Mussolini per legare l’immagine del regime allo splendore dell’antico impero romano, e l’olmo, Ulmus minor, che ci rimanda alla pratica agricola diffusa durante l’impero romano di utilizzare l’olmo come tutore della vite e che attualmente è in pericolo a causa della grafiosi.
Verranno analizzate altre specie arboree, nonché l’importanza dell’immaginario della città nella rappresentazione del “Paesaggio ideale” diffuso grazie all’opera di Claudio de Lorena e ispirato a Roma.
Lo studio si incentrerà sull’utilizzo della disposizione di alberi in fila nella costruzione dell’immagine e della rappresentazione della città, nonché i suoi legami con il concetto di monumento.


BIOGRAFIA


Laurea in Belle Arti presso l’Universidad del País Vasco, formazione completata da studi come progettista di giardini.
La sua opera può essere considerata una riflessione e un’analisi su concetti relativi alla costruzione e alla rappresentazione del paesaggio. È interessato a esplorare i legami emotivi e le modalità con cui si proiettano racconti, ideologie, desideri e utopie sulla natura. Nei suoi processi lavorativi si fondono la fotografia e le tecniche di postproduzione dell’immagine, il lavoro sul campo, la ricerca storica, nonché la coltivazione e l’osservazione delle specie con cui lavora.
Ha partecipato a esposizioni come “Tratado de Paz” al Didam di Bayona, curata da Pedro G. Romero, “Nada temas dice ella” al Museo Nacional de Escultura di Valladolid, curata da Rosa Martínez, “Natural pas natural” al Frac Corse, PhotoEspaña, o alla mostra personale “Parque Natural” al Jardín Botánico di Madrid. Ha usufruito di diverse residenze artistiche come “Artista x Artista” all’Avana, o ART OMI a New York.

www.joseramonais.com