2023/2024


PROGETTO


Materia(e) di cura(e)

I programmi di residenza sono una parte fondamentale nel sostegno alle carriere artistiche. Oltre a offrire risorse materiali, agiscono anche come piattaforme di accompagnamento che diventano comunità temporanee di lavoro e di vita tra gli altri residenti, le lavoratrici dell’istituzione e il pubblico. Tuttavia, in un contesto di precarietà delle istituzioni artistiche, questi spazi diventano anche spazi di conflitto e disagio. Molti degli attriti sono causati dallo scontro diretto tra la struttura gerarchica dell’istituzione e i discorsi curatoriali che cercano di renderla un luogo abitabile.

Attraverso i postulati ecofemministi di María Puig de la Bellacasa, che sostiene un pensiero relazionale basato sull’idea di “pensare con cura” in Matters of Care, questo progetto mira a individuare le strategie che generano le condizioni ottimali per rendere l’istituzione un luogo di coesistenza attraverso la cura. Si tratterà di una ricerca speculativa e propositiva, che metterà in dialogo le strategie che si stanno attuando in Italia e in Spagna. Attraverso una rete di collaboratrici e sessioni di lettura collettiva, si intende redigere un documento finale che raccolga le conclusioni e serva da riferimento a spazi con queste caratteristiche.

BIOGRAFÍA


ANE RODRÍGUEZ ARMENDARIZ

Ane Rodríguez Armendariz lavora all’intersezione tra curatela e gestione culturale, in quella che concepisce come pratica istituzionale, uno spazio da cui riformulare e definire le modalità di funzionamento delle istituzioni artistiche in relazione alle loro comunità. È da questa posizione che affronta il lavoro che ha svolto in diverse istituzioni culturali spagnole negli ultimi 18 anni.

Da settembre 2020 a giugno 2023 è stata responsabile del Centro de residencias artísticas de Matadero Madrid, dove ha articolato una serie di programmi volti a sostenere e accompagnare gli artisti. Come direttrice culturale di Tabakalera (San Sebastian, Spagna) tra il 2012 e il 2019, è stata responsabile della configurazione del progetto culturale iniziale, che comprendeva programmi di sostegno alla produzione di arte e conoscenza, attraverso mostre, residenze e programmi pubblici.

Il suo interesse per il cinema e le arti visive l’ha portata a lavorare anche in un luogo intermedio di linguaggi audiovisivi sperimentali che attraversano tanto i cinema quanto le sale espositive. Ha lavorato con artisti come Yto Barrada, Itziar Okariz, Eric Baudelaire, Esther Ferrer, JumanaManna, Uriel Orlow o Filipa Cesar.

Dal 2020 è tutor dei progetti presso la Elías Querejeta Zine Eskola.