I Martedì Critici: Antoni Abad

30 MAGGIO 2017, ORE 19.30. TEMPIETTO DI SAN PIETRO IN MONTORIO

A cura di Alberto Dambruoso e Valentino Catricalà

Martedì 30 maggio avrà luogo il sesto appuntamento della stagione primaverile dei «I Martedì Critici», gli incontri con i protagonisti della scena contemporanea organizzati dall’«Associazione Culturale I Martedì Critici», giunti all’ottavo anno di attività.

La programmazione prevede la partecipazione di numerose figure di primo piano del mondo dell’arte contemporanea, attive in Italia e all’estero, in una serie di appuntamenti che si svolgeranno in diverse sedi. Ospite del sesto appuntamento stagionale de «I Martedì Critici», realizzato in collaborazione con l’Accademia di Spagna, sarà Antoni Abad (Lleida, 1956).

 ANTONI ABAD 

Antoni Abad esordisce verso la fine degli anni Ottanta realizzando sculture dalle forme fluide, mobili e metamorfiche, in rapporto con lo spazio a esse circostante, e spesso accompagnate da fotografie o da immagini in sequenza per rendere visibili le trasformazioni della materia. A partire dalla metà degli anni Novanta, Abad si concentra sul mezzo del video e, dopo una residenza presso il Banff Centre for the Arts ad Alberta, in Canada, presenta nel 1995 al MACBA Últimos deseos. Il lavoro è costituito da una proiezione sul soffitto dello spazio espositivo che mostra la sequenza di immagini di un funambolo il quale, visto dal basso, compie sulla corda tesa un passo dopo l’altro, incede incerto, e torna indietro, alla costante ricerca di equilibrio. Últimos deseos è stato in seguito esposto alla Biennale di Venezia curata da Harald Szeemann nel 1999.

Il 1996 segna l’inizio per Abad dell’uso di internet, con la versione online della videoinstallazione Sísifo, sviluppata per la piattaforma “MACBA online”. Da allora il suo lavoro si dirige principalmente verso la sperimentazione dei media digitali. Il progetto Z, la cui prima versione risale al 1999, anticipa il funzionamento dei social network: scaricando un software gratuito, visualizzato sullo schermo computer come una mosca, gli utenti possono interagire tra loro in maniera collettiva e simultanea. Nel 2003 il progetto Z ha ricevuto il premio Ciutat de Barcelona nella categoria Multimedia.

Nel 2004 Abad fonda megafone.net, un progetto che esplora le possibilità sociali di comunicazione insite nell’uso del telefono cellulare, uno strumento in grado di dare voce alle comunità emarginate dalla società. La proposta è rivolta a gruppi sociali diversi – immigrati clandestini, comunità sfollate, rifugiati politici, persone con mobilità limitata, prostitute, tra gli altri – che sono invitati a creare col telefono cellulare le proprie registrazioni sonore e video, e le fotografie, che sono pubblicate istantaneamente sul web. Durante i primi dieci anni di attività, Megafone.net ha esplorato diversi contesti urbani in tutto il mondo, in città tra cui Lleida, Ginevra, San Paolo, Città del Messico, Tindouf (Algeria), Montréal e Manizales (Colombia). Megafone.net, che come un “megafono” amplifica la testimonianza di queste comunità attraverso le loro cronache audio-visuali, è diventato un vero e proprio osservatorio di minoranze spesso ignorate, stereotipate o rappresentate superficialmente dai mass-media. Il progetto ha ricevuto nel 2006 il Premio Nazionale di Arti Visive della Catalogna e il Golden Nica Digital Communities del Prix Ars Electronica di Linz, in Austria. I dieci anni dell’attività di Megafone.net sono stati presentati in un’esposizione al MACBA nel 2014 attraverso un’installazione audiovisiva interattiva progettata appositamente dall’artista per gli spazi museali. Dal 2015 Abad ha sviluppato il progetto di comunità interattiva in Internet blind.wiki: http://blind.wiki. Attraverso l’uso di smartphone, un gruppo di persone non vedenti e ipovedenti è stato invitato a condividere le registrazioni audio geolocalizzate delle proprie esperienze quotidiane in città. Il progetto ha l’obiettivo di creare una nuova mappatura cittadina, che permette di vivere in contesto urbano attraverso le percezioni delle persone non vedenti. Blind.wiki ha coinvolto diverse città, tra cui Barcellona, Roma, Sydney, Berlino e Breslavia, per approdare quest’anno alla Biennale di Venezia, dove il progetto è stato presentato al Padiglione Catalano, col titolo La Venezia che non si vede.

Antoni Abad ha conseguito la laurea in Storia dell’Arte presso l’Università di Barcellona e l’European Media Master presso l’Università Pompeu Fabra a Barcellona. Ha partecipato alle biennali di Venezia, Lima, Mercosul Porto Alegre e Siviglia. I suoi progetti sono stati presentati in diverse istituzioni, tra cui ricordiamo: la Fundació Juan Mirò, Museu d’Art Contemporani e Centre d’Art Santa Mònica a Barcellona; il Centro de Arte Reina Sofía, La Casa Encendida e Matadero a Madrid; New Museum e P.S.1 a New York; Hamburger Banhof a Berlino e ZKM di Karlsruhe in Germania; Musac a León; Centre d’Art Contemporain a Ginevra; Museo de Arte Moderno di Buenos Aires; Laboratorio de Arte Alameda y Centro Cultural de España in Messico, e Centro Cultural São Paulo e Pinacoteca do Estado de São Paulo in Brasile.

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I Martedì Critici: Maria Morganti

23 MAGGIO 2017, ORE 19.30. TEMPIETTO DI SAN PIETRO IN MONTORIO

A cura di Alberto Dambruoso e Helga Marsala

Martedì 23 maggio avrà luogo il quinto appuntamento della stagione primaverile dei «I Martedì Critici», gli incontri con i protagonisti della scena contemporanea organizzati dall’«Associazione Culturale I Martedì Critici», giunti all’ottavo anno di attività. Ospite del questo appuntamento stagionale de «I Martedì Critici», realizzato in collaborazione con l’Accademia di Spagna, sarà Maria Morganti (Milano, 1965).

MARIA MORGANTI

Il colore è al centro della pratica e della riflessione di Maria Morganti, un colore che non si esaurisce nell’esperienza visiva, nel momento della percezione ottica, poiché costituisce la vera e propria materia con cui l’esistenza è plasmata. Il colore nelle opere di Morganti dà corpo a un mondo invisibile, rende manifesta la materia interiore. L’artista stessa si è definita una “travasatrice di colore”: “mi sento nella posizione di chi il colore lo fa o meglio di chi è il tramite perché il colore si attui, si concretizzi, diventi materia tangibile. Non che io mi senta una creatrice, un’inventrice, ma piuttosto solamente una travasatrice, un intermediario che collega un dentro con un fuori”. Sulle tele della serie Sedimentazione, Morganti ogni giorno stende uno strato di colore diverso, lasciando sul margine superiore un bordo sottile che mostra la successione delle stesure, rendendo così manifesto il processo insito dell’opera e introducendo un altro dei temi fondamentali del suo lavoro: il tempo. Il colore è infatti anche uno strumento di misurazione temporale, che risponde all’esigenza di lasciare una traccia della propria esistenza. Da questa riflessione nasce nel 2004 la serie dei Diari, tavole di legno lunghe un metro, su cui sono stati applicati strati di pittura che documentano i colori usati in studio dall’artista in un periodo dai due ai cinque mesi, come se fosse la linea cronologica di un’esperienza intima. Ma non è soltanto quando viene applicato sulla tela, carta o tavola, che il colore registra e racconta il vissuto: a fare da contrappunto a questi lavori, ci sono le opere della serie Residui, in cui i materiali residuali della pittura che si accumulano nello studio o sugli strumenti di lavoro diventano protagonisti. Il gruppo di opere intitolato Traccia è costituito da brandelli di carta assorbente con cui Morganti si è pulita le mani dal 1999 al 2016, dopo aver lavorato con i pastelli a olio alle Carte-Diario; Melma è un lavoro in progress costituito da un cubo di vetro che contiene una pittura grigiastra, la melma formatasi nel tempo sul fondo dello sgocciolapennelli dell’artista. Entrambi i progetti sono molto evocativi del passaggio del tempo che si deposita e stratifica sugli oggetti quotidiani, anche i più dimessi, e che l’artista si limita a indicare, a porre in evidenza. Come recita il titolo di una sua recente monografia: Il colore succede, non si provoca (2016). Il 10 maggio 2017, presso la Fondazione Querini Stampalia, presenta Svolgimento di un quadro, installazione permanente realizzata per la Caffetteria della Fondazione Querini Stampalia, a cura di Chiara Bertola.

Dal 1992 al 2012 ha coordinato gli Incontri del mercoledì, cominciati nel suo studio e proseguiti alla Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia: incontri tra artisti, dove un artista mostra, parla e riflette sul proprio lavoro insieme ad altri colleghi.

Dopo essersi diplomata presso il Liceo Artistico Statale Hajech di Milano nel 1985, Maria Morganti completa la sua formazione artistica a New York, dove frequenta i corsi alla New York Studio School, e successivamente alla New York University e all’Accademia di Belle Arti di Brera. Nel 1992 si trasferisce a Venezia, dove tuttora vive e lavora.

Tra le sue mostre personali ricordiamo: Maria Morganti, Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia 2006; Leporelli in White Screen, Via Farini, Milano 2007; Diario cromatico, Fondazione Querini Stampalia, Venezia 2008; Indugi con Bruna Esposito, Galleria Caterina Tognon, Venezia 2009; L’Unità di misura è il colore, Museo di Castelvecchio, Verona, 2010; Un diario tira l’altro, Galleria Ottozoo, Milano 2010; Procedere, trasformandosi, rimanendo, Galleria Caterina Tognon, Venezia, 2012; Giardini squisiti (con Massimo Kaufmann), Casa Testori, Novate Milanese, 2014; Pronuncia i tuoi colori, Galleria Ottozoo, Milano, 2015; Svolgimento di un quadro, Fondazione Querini Stampalia, Venezia, 2017. Tra le mostre collettive ricordiamo: la XV Quadriennale, Palazzo delle Esposizioni, Roma, 2008; Pittura aniconica, Casa del Mantegna, Mantova, 2008; Poetiche nomadi, Museo laboratorio ex manifattura tabacchi, Città Sant’Angelo, 2010; Sentimiento nuevo, MAMbo, Bologna, 2012; Visioni. La fortezza plurale dell’arte, Fortezza borbonica, Civitella del Tronto (Teramo), 2012; Autoritratti. Iscrizioni del femminile nell’arte contemporanea italiana, MAMbo, Bologna, 2013; Edra. Tutta l’Italia è silenziosa, Real Accademia di Spagna, Roma, 2015; Alchimie, Fondazione Bevilacqua La Masa, 2016; La pelle, Officina, Bruxelles, 2016; Boundary Issues, Unosunove, Roma, 2017; L’emozione dei colori nell’arte, GAM e Castello di Rivoli, Torino, 2017.

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I Martedì Critici: Italo Tomassoni

9 MAGGIO 2017, ORE 19.30. TEMPIETTO DI SAN PIETRO IN MONTORIO

A cura di Alberto Dambruoso e Guglielmo Gigliotti

 

Ospite del terzo appuntamento stagionale de «I Martedì Critici», realizzato in collaborazione con l’Accademia di Spagna, sarà Italo Tomassoni (Ancona, 1938). Laureatosi in Giurisprudenza presso l’Università di Perugia nel 1962, Italo Tomassoni ha intrapreso, parallelamente a quella di avvocato, una brillante carriera di critico d’arte che in poco tempo lo ha portato a confrontarsi con numerosi artisti di spicco nel panorama italiano e internazionale, da Alberto Burri a Gino De Dominicis a Joseph Beuys, per citarne alcuni.

Nel 1963 pubblica il suo primo saggio di soggetto artistico, intitolato Per una ipotesi Barocca, incentrato sull’analisi del rapporto tra l’arte barocca e l’arte contemporanea. L’indagine sulla storia, sulla classicità nel contemporaneo, sarà ripresa anni dopo e sfocerà nella definizione di Ipermanierismo, termine da lui coniato nel 1983 e oggetto di un omonimo saggio pubblicato nel 1985. L’ipermanierismo indica la tendenza di ritorno alla pittura, a un’elegante figurazione che, negando le correnti dell’avanguardia degli anni Settanta, si rivolge alla storia dell’arte per “riproporsi come il luogo del valore”, trovando nel tardo-manierismo e tardo-barocco un modello di rarefazione intellettuale e di “inganno”, teso alla ricerca di una dimensione originaria, di una “rivelazione”. Arte come storia dell’arte è il titolo della sezione da lui curata alla XI Quadriennale d’Arte di Roma del 1986, dove sono stati presentati i lavori di Alberto Abate, Stefano Di Stasio e Paola Gandolfi.

Membro dell’AICA fin dal 1964, Tomassoni ha collaborato a diverse testate giornalistiche, tra cui “La Fiera Letteraria”, “Avanti!”, “Vogue”, “Momento Sera”, “Flash Art”, e “Segno”. Negli anni Settanta ha lavorato con Alberto Burri alla creazione della Fondazione Burri a Città di Castello, di cui dal 1992 è consigliere oltre che membro del Comitato scientifico. A Burri Tomassoni ha dedicato molti studi e ha presentato i suoi lavori in diverse occasioni, a partire dall’incontro-mostra con Joseph Beuys a Perugia nel 1980, per arrivare alla monografica presentata al Pecci di Prato nel 1996, fino alla più recente esposizione Burri. Gli artisti e la materia, curata insieme a Maurizio Calvesi presso le Scuderie del Quirinale a Roma nel 2005.

Nel 1999 Tomassoni è curatore dell’esposizione retrospettiva dedicata a Gino De Dominicis alla 48a Biennale di Venezia, insieme a Harald Szeemann, e nello stesso anno fonda l’Archivio Gino De Dominicis, di cui ha inoltre curato la presentazione dell’opera Calamita Cosmica in diverse sedi (Ancona, Mole Vanvitelliana, 2005; Milano, Palazzo Reale-Piazza del Duomo, 2007; Parigi, Château de Versailles, 2007, Bruxelles, MAC’s Grand Hornu, 2008 e Foligno, Chiesa della Santissima Trinità in Annunziata, 2011) e il catalogo ragionato (Skira, Milano, 2011).

Alla carriera di critico e avvocato, si aggiunge quella di accademico: nel 1966 Tomassoni ha fondato con Giulio Carlo Argan il “corso Superiore di Disegno Industriale”, dove ha insegnato fino al 1969. Ha inoltre insegnato Storia dell’Arte all’Accademia di Belle Arti di Perugia (1999-2002), e “Il Diritto d’Aurore nelle opere d’arte contemporanea presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università La Sapienza di Roma (2002-2008). Tomassoni è inoltre fondatore, nel 2001 insieme a Marcello Fagiolo, del Centro Studi sul Barocco sotto il patrocinio dell’Accademia dei Lincei, del Museo “Beuys” a Palazzo della Penna a Perugia, nel 2002, e del CIAC – Centro Italiano Arte Contemporanea di Foligno, di cui è direttore artistico dal 2009.

Tra le principali mostre ed eventi curati da Italo Tomassoni, ricordiamo: Beuys/Burri, Rocca Paolina, Perugia (1980); Anno Uno (con Michelangelo Pistoletto), Teatro Quirino, Roma (1980); Incontri Arte ’80 (con Lucio Amelio e Alberto Zanmatti), Spoleto (1980); Cy Twombly, elogio della mano sinistra, Festival dei Due Mondi, Spoleto (1980); Un anno da Strindberg (con Francesco Carlo Crispolti), Roma (1981); Il tempo dell’Immagine (con Maurizio Calvesi), Spello, Foligno (1983); Paradis e Ritorno (con Philippe Sollers), Teatro Sala Umberto, Roma (1983); Anacronismo, Ipermanierismo (con Maurizio Calvesi), Anagni (1984); Igor Mitoraj. Un Teatro Anatomico del classico, Macerata (1990); Alberto Burri, Museo Pecci, Prato (1996); Alberto Burri – Omaggio nell’ambito del premio Marche, Ancona (1996); La profondità dello sguardo, Flash Art Museum, Trevi (1996); Giuseppe Piermarini. I disegni di Foligno (con Paolo Portoghesi e altri), Palazzo Trinci, Foligno (1998); Burri. Gli artisti e la materia, Scuderie del Quirinale, Roma (2005); Burri. La sezione aurea dei Cellotex, Fondazione Matalon, Milano (2006); Chiara Dynys. In Alto (con Maurizio Calvesi), Museo Bilotti, Roma (2008); Ivan Theimer. Forme nella città, Macerata (2009); Anselm Kiefer, con Maurizio Calvesi e Bruno Corà, Ex Seccatoi Tabacco Collezione Burri, Città di Castello (2013). Tra le mostre presentate al CIAC – Centro Italiano Arte Contemporanea di Foligno, di cui Tomassoni è direttore artistico dal 2009, ricordiamo: Spazio, Tempo, Immagine (2009); Calamitati da Gino, con Giacinto Di Pietrantonio (2012); Vincenzo Agnetti, con Bruno Corà, (2012); Julian Schnabel e Carlo Maria Mariani (2013).

Tra le principali pubblicazioni: Per una ipotesi Barocca (Ed. dell’Ateneo, Roma, 1963); Tàpies, con G.C. Argan, (Ed. Cappelli, Bologna, 1967); Pollock (Sansoni De Agostini, Firenze, 1968; Mondrian (Sadea Sansoni, Firenze, 1969; Arte in Italia dopo il 1945 (Cappelli, Bologna, 1970); Lo spontaneo e il programmato, con prefazione di G.C. Argan, (Laboratorio delle Arti, Milano, 1970); O Grande (Bulzoni Editore, Roma, 1977); Incontro con Beuys (Il Quadrante, Torino, 1984); Ipermanierismo, con prefazione di G.C. Argan, (Politi Editore, Milano, 1985); Difesa della Natura. Joseph Beuys (Charta, Milano, 1996); Beuys a Perugia (Silvana Ed. d’Arte, Milano, 2003); Burri: gli artisti e la materia, con Maurizio Calvesi, (Scuderie del Quirinale, Roma, 2005); Anni ’70. Arte Italiana tra cronaca e mito (Laterza, Bari, 2007); Lo Spazio dell’Immagine e il suo Tempo / Il Tempo dell’immagine e il nostro tempo (Skira, Milano, 2009); Chiara Dynys. Save me (Skira, Milano, 2010); Giuseppe Uncini: i primi e gli ultimi (Silvana ed. Cinisello Balsamo, 2011); Gino De Dominicis. Catalogo ragionato (Skira, Milano, 2011).

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I Martedì Critici: Jordi Colomer

16 MAGGIO 2017, ORE 19.30. TEMPIETTO DI SAN PIETRO IN MONTORIO

A cura di Alberto Dambruoso e Francesco Careri

 

Quarto appuntamento della stagione primaverile di «I Martedì Critici», gli incontri con i protagonisti della scena contemporanea organizzati dall’«Associazione Culturale I Martedì Critici», giunti all’ottavo anno di attività. Ospite del quarto appuntamento stagionale sarà Jordi Colomer (Barcellona, 1962).

La formazione eterogenea di Jordi Colomer, come architetto, scenografo, artista e storico dell’arte, si riflette nella varietà dei media utilizzati nel suo lavoro in cui uno spiccato senso plastico-scultoreo è declinato in fotografie, video e installazioni, che spesso mostrano il processo della loro stessa creazione. Al centro del lavoro di Colomer vi è un’indagine sullo spazio: spazio fisico e reale, performativo e della rappresentazione si sovrappongono nella messa in scena dell’opera, producendo un’esperienza definita dall’autore di “teatro espanso”. Nel 1993, l’esposizione Alta Comèdia a Tarragona segna l’avvio della fusione del linguaggio scultoreo con elementi di allestimento teatrale e riferimenti architettonici, che caratterizzerà gran parte della sua produzione. A partire da quegli anni, dopo il significativo incontro col cinema tedesco d’avanguardia degli anni Trenta, il video diventa il mezzo privilegiato di Colomer per raccontare l’incontro delle diverse discipline. Questo incontro non si esaurisce nel contenuto del video stesso, ma si completa nel momento della proiezione, che avviene all’interno di spazi in cui sono allestite vere e proprie scenografie, sculture abitabili. Simo, presentato al MACBA-Museo di Arte Contemporanea di Barcellona nel 1997, è il primo lavoro che esprime questa svolta. A partire dal 2001, l’indagine spaziale condotta da Colomer si è estesa allo spazio urbano, portando avanti un’esplorazione dei diversi scenari della vita sociale comunitaria. Da Anarchitekton (2002-2004) è un progetto di viaggio, di attraversamento urbano memore della deriva situazionista e delle città utopiche. Il lavoro coinvolge quattro città: Barcellona, ​​Bucarest, Brasilia, Osaka, le cui strade sono attraversate da personaggi che trasportano modelli in cartone di edifici reali. I giochi di prospettive e i cambiamenti di scala creano ironiche sostituzioni e narrazioni che avanzano, con ironia e sarcasmo, una critica alla metropoli contemporanea e alla difficile sopravvivenza di un’esperienza poetica. Oltre al contesto urbano, l’esplorazione di Colomer prende in esame anche il suo opposto: il deserto, nei lavori Arabian Stars (2005) filmato in Yemen e En la Pampa (2008) nel deserto di Atacama in Cile. Nelle opere più recenti, la riflessione si concentra sul rapporto tra utopia e distopia. Prohibido cantar / No Singing (2012, che ha come sottotitolo: Opera didattica sulla fondazione di una città paradisiaca) ha come soggetto l’ascesa e la caduta di Eurofarlete, un fittizio paradiso urbano, che evoca da una parte i progetti falliti delle città-casinò in Spagna (come Gran Scala o Eurovegas), dall’altra la città priva di regole di Mahagonny immaginata da Bertoltd Brecht. ¡Únete! Join Us! è il titolo dell’ultimo progetto che Colomer presenta al Padiglione spagnolo in occasione della 57a Biennale di Venezia, che riflette sul nomadismo, sul movimento come chiave per un ripensamento radicale della società.

JORDI COLOMER

Jordi Colomer vive e lavora tra Barcellona e Parigi. I suoi lavori si trovano in numerose collezioni pubbliche, tra cui ricordiamo: Musée des Arts contemporains, Hornu (Belgio); Museo nacional Centro de Arte Reina Sofía, Madrid; Fundacio Caixa de Pensions, La Caixa, Barcellona; Museum moderner Kunst Stiftung Ludwig, Vienna; MACBA, Museu d’Art Contemporani de Barcelona, Barcellona; IVAM Instituto valenciano de Arte moderno, Valencia; MUSAC Museo de Arte contemporáneo de Castilla y León, León; Musée national d’Art moderne, Centre Pompidou, Parigi; Les Abattoirs, musée d’Art moderne et contemporain, Tolosa. Tra le più recenti esposizioni personali ricordiamo: Les Jumelles, Villa Arson, Nizza, 2002; Fuegogratis, La Galerie, Noisy-le-Sec, 2002; Le Dortoir, Centre de création contemporaine, Tours, 2003; Anarchitekton, ECCO, Espaço cultural contemporâneo. Brasilia, 2003; Anarchitekton & Les Villes, FRAC Bourgogne, Dijon, 2003; Jordi Colomer, Institut d’art contemporain, FRAC Rhône-Alpes, Lione, 2004; Arabian Stars, Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía, Madrid, 2005; Jordi Colomer, Museo Patio Herreriano, Valladolid, 2005; (un crime), FRAC Basse-Normandie, Caen, 2005; Más estrellas, Centro Cultural de España, Montevideo, 2006; No Future, Le Spot, Le Havre, 2006; Prototipos, Château de Roussillon, 2007; Jordi Colomer, Jeu de Paume, Parigi, 2008; Jordi Colomer, Hiroshima MOCA, Hiroshima, 2009; Fuegogratis, Laboratorio Arte Alameda, Città del Messico, 2009; Screening Co Op City, Bronx Museum of the Arts, New York, 2010; L’avenir, BOZAR, Bruxelles, 2011; Prohibido Cantar / No Singing, Matadero Madrid, 2012; La Soupe Américaine, Frac Basse-Normandie. Caen, 2013; X-Ville, Arts Santa Monica, Barcellona, 2015. Tra le recenti mostre collettive: La Vision impura, Museo nacional Centro de Arte Reina Sofía, Madrid, 2006; Archipeinture, Le Plateau, Parigi e Camden Arts Center, Londra, 2006; Dinámicas de la cultura urbana, 9a Bienal de La Habana, 2006; Ida e volta: ficção e realidade, Fundação Gulbenkian, Lisbona, 2007; Grito e Escuta, VII Bienal do Mercosur, Porto Alegre, Brasile, 2009; 4th Thessaloniki Biennale of Contemporary Art, Tessalonica, 2013; Manifesta 10, Hermitage national museum, San Pietroburgo, 2014; Lost in Landscape, MART, Rovereto, 2014; Trankat episode1, 5th Marrakech Biennale, Marrakech, 2015; Prophetia, Fundació Joan Miró, Barcellona, 2015; Species of Spaces, MACBA – Museu d’Art Contemporani de Barcelona, 2016; Punk. Its traces in Contemporary Art, MACBA – Museu d’Art Contemporani de Barcelona, 2016; Utopia / Distopia, MAAT, Lisbona, 2017

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I Martedì Critici: Antoni Muntadas

2 MAGGIO 2017, ORE 19.30. TEMPIETTO DI SAN PIETRO IN MONTORIO

A cura di Alberto Dambruoso e Anna Cestelli

 

Secondo appuntamento della stagione primaverile dei «I Martedì Critici», gli incontri con i protagonisti della scena contemporanea organizzati dall’ «Associazione Culturale I Martedì Critici», giunti all’ottavo anno di attività. La programmazione prevede la partecipazione di numerose figure di primo piano del mondo dell’arte contemporanea, attive in Italia e all’estero, in una serie di appuntamenti che si svolgeranno in diverse sedi, alternandosi tra il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale – La Farnesina, il Tempietto del Bramante sul Gianicolo, sede dell’Accademia di Spagna, e l’Accademia di Belle Arti di Roma, oltre che all’Istituto Italiano di Cultura Il Cairo.

Ospite del secondo appuntamento stagionale de «I Martedì Critici», realizzato in collaborazione con l’Accademia di Spagna, sarà Antoni Muntadas (Barcellona, 1942).

Entre/Between, la grande mostra che il Reina Sofia di Madrid dedicò nel 2011 ad Antoni Muntadas ripercorrendone gli oltre quarant’anni di carriera, non era strutturata secondo un ordine cronologico delle opere, né basata sulla specificità dei media utilizzati. Articolata in nove nuclei tematici, o meglio, nove costellazioni, l’esposizione rivelava in maniera immediata la natura della pratica artistica di Muntadas, basata su una costante, approfondita ricerca protratta negli anni, accompagnata parallelamente dalla formazione di uno spirito critico, sempre presente nella realizzazione dei suoi progetti. Le nove costellazioni in cui la mostra era articolata – microspazi, paesaggio dei media, sfere di potere, costruzione della paura, luoghi dello spettacolo, spazi pubblici, archivio, traduzione, sistemi dell’arte – tracciano l’orizzonte tematico verso cui si orienta l’opera dell’artista, da sempre impegnato nello svelamento dei meccanismi di potere che regolano alcuni contesti. La presentazione dei lavori avviene attraverso l’impiego di media diversi, alcuni provenienti dal vocabolario concettuale, come l’archivio, l’inchiesta, la documentazione, e i libri, integrati con altri, come serie fotografica, il video, l’installazione, ma anche il web: ogni elemento di questa complessa struttura concorre nel presentare i risultati delle ricerche dell’artista condotte sul campo. Si tratta di dispositivi relazionali, organizzati secondo un certo montaggio, che forniscono al pubblico gli strumenti e il contesto per poter riflettere in prima persona sugli argomenti esaminati, sul potere, le istituzioni che lo rappresentano e le contraffazioni su cui spesso si basa la loro autorità.

Tra i lavori più celebri di Muntadas vi è The File Room (1994-2011), consistente in un archivio, ora consultabile online, che raccoglie una vasta documentazione su casi storici e più recenti di censura, mentre in Between the Frames (1982-1993), l’obiettivo della sua indagine critica è puntato dritto verso il sistema dell’arte, il ruolo dei musei, delle gallerie, dei collezionisti, svelando il sostrato economico che lo governa, attraverso centocinquanta interviste ai suoi diversi attori, tra cui figurano Harald Szeemann e Pierre Restany. Muntadas è un precursore sia nel display, nella presentazione dell’opera, che ha incluso precocemente l’impiego di internet e la conversazione tra media diversi attraverso un originale “montaggio” che ha l’obiettivo di comporre nella sua totalità il progetto, sia nelle tematiche affrontate, ancora attuali, come le problematiche legate alla conoscenza trasmessa dai mass media, o la paura come esercizio di potere e sistema di controllo. Al 2005 data il progetto On Translation: Fear/Miedo, un’indagine che pone a confronto la paura sul piano personale, politico e mediatico, condotta in un territorio di confine tra Stati Uniti e Messico, tra San Diego e Tijuana. Il progetto è stato portato avanti nel 2007 tra il Nordafrica e la Spagna, col titolo On Translation: Miedo/Jauf, (“Jauf” è la parola araba per paura). In entrambi i casi, si tratta di territori di confine tuttora teatro di flussi migratori e incomprensioni, ancora un argomento di scottante attualità, come lo è Alphaville e Outros (2011), un’indagine sulla paura che genera barriere, che in questo caso ha come oggetto della ricerca le gated communities in Brasile.

Fin dalla sua partecipazione negli anni Settanta al Grup de Treball, collettivo di artisti e intellettuali di matrice concettuale, politicamente attivo contro il regime dittatoriale franchista, Muntadas è un artista impegnato che, lontano da ogni slogan o propaganda, ha messo al centro della sua ricerca indipendente l’urgenza di porsi interrogativi, di riattivare negli spettatori una coscienza critica.


ANTONI MUNTADAS  vive e lavora a New York dal 1971. Ha insegnato in diverse istituzioni in Europa e negli Stati Uniti, tra cui l’Ecole Nationale des Beaux Arts a Parigi, l’Ecole des Beaux Arts a Bordeaux e a Grenoble, University of California a San Diego, il San Francisco Art Institute, Cooper Union, l’Università di San Paolo del Brasile e l’Università di Buenos Aires. Insegna attualmente presso il Dipartimento di Architettura del MIT, Cambridge, Massachusetts e allo IUAV a Venezia.

Il suo lavoro è stato esposto in numerosi musei, tra i quali ricordiamo: il MoMa di New York; Berkeley Art Museum; Musée Contemporain de Montreal, Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía a Madrid, Museo de Arte Moderno a Buenos Aires, Museu de Arte Moderna a Rio de Janeiro, e il Museu d’Art Contemporani de Barcelona. Il suo lavoro è stato incluso in varie mostre internazionali, tra cui: le edizioni VI e X di Documenta a Kassel (1977, 1997); Whitney Biennial of American Art (1991); la 51a Biennale di Venezia (2005), dove ha presentato On Translation: I Giardini, presso il Padiglione spagnolo, e altre Biennali a San Paolo del Brasile (1983), L’Avana (2000), Taipei (2002), Gwangju (2004), Istanbul (2011) e alla Triennale di Parigi (2012).

Tra le recenti esposizioni personali ricordiamo: Protokolle, Württembergischer Kunstverein, Stoccarda (2006); Proyectos Urbanos (2002/2005), Hacia Sevilla 2008 al Centro de las Artes de Sevilla (2006); Histoires du couteau, Le Creux de l’enfer, Centre d’art contemporain, Thiers (2006-2007); On Translation: Açik Radyo, Myths and Stereotypes al Museo d’arte moderna di Istanbul (2010); About Academia, The Carpenter Center for the Visual Arts, Harvard University, Cambridge, Massachusetts; Arizona State University Art Museum e American Academy in Rome (2011); Muntadas: Entre/Between al Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía, Madrid (2011–2012).

Il suo lavoro si trova, tra le altre, nelle seguenti collezioni pubbliche: The Museum of Modern Art, New York; The Solomon R. Guggenheim Museum, New York;  Long Beach Museum of Art, Long Beach, California; Rotch Library – M.I.T., Cambridge, Massachusetts; Centre George Pompidou, Paris; Centro de Arte Reina Sofia, Madrid; Fundació Museu d’Art Contemporani de Barcelona (MACBA); Fundació La Caixa, Barcelona; Instituto Valenciano de Arte Moderno, Valencia; Ludwig Museum, Budapest; Palais de Beaux Arts, Bruxelles; Fundaçao de Serralves, Porto; Museo de Arte Moderno, Buenos Aires; Museu de Arte Contemporanea, São Paulo; Museo de Arte Contemporaneo, Caracas; The Banff Centre, Banff, Canada; National Gallery, Ottawa; Israel Museum, Gerusalemme.

Muntadas ha inoltre ricevuto premi dalle seguenti istituzioni: Solomon R. Guggenheim Foundation, Rockefeller Foundation, National Endowment for the Arts, the New York State Council on the Arts, Arts Electronica di Linz; Laser d’Or a Locarno, il Premio Nacional d’Arts Plastiques concesso dal Governo catalano, il Premio Nacional de Artes Plásticas nel 2005 e il Premio Velázquez de las Artes Plásticas nel 2009, rilasciato dal Ministero della Cultura spagnolo.

 INFO PUBBLICO Ingresso libero fino ad esaurimento posti

 

OLTRE OGNI RAGIONEVOLE DUBBIO. Exposición de Alberto Di Fabio – Kepa Garraza

PROYECTO COMISARIADO POR RAFFAELE QUATTRONE CON OBRAS DE ALBERTO DI FABIO Y KEPA GARRAZA

11 DE MAYO – 9 DE JUNIO DE 2017. SALA DE EXPOSICIONES DE LA REAL ACADEMIA DE ESPAÑA EN ROMA / ENTRADA GRATUITA HASTA COMPLETAR AFORO

El “más allá de toda duda razonable” es un principio del derecho en virtud del cual el juez emite una sentencia de condena desde el momento en que se halla en posesión de pruebas suficientemente evidentes para justificarla. En otras palabras, el principio del “más allá de toda duda razonable” es una prueba de certidumbre, que se diferencia claramente de la condición social y cultural contemporánea que el sociólogo alemán Ulrich Beck define como “sociedad mundial del riesgo”, donde la certeza acerca del progreso de la Modernidad se ha visto definitivamente sustituida por la duda, es decir, por el método a través del cual nace y se desarrolla la propia Modernidad.

Esta es la clave de lectura utilizada por el comisario Raffaele Quattrone para leer las obras de Alberto Di Fabio y Kepa Garraza: dos prácticas artísticas de gran calidad que reflexionan acerca de la manera en que percibimos y esperamos la realidad. Este proyecto, iniciativa del ccomisario Raffaele Quattrone, se enmarca en la línea de colaboración con comisarios italianos que la Real Academia de España en Roma está promoviendo.


Alberto Di Fabio, artista de gran fama internacional, nos tiene acostumbrados desde hace tiempo a una reflexión acerca de cómo percibimos lo que nos rodea aumentando lo que es pequeño e invisible, pero no por ello menos importante para nuestra existencia. Átomos, neuronas, células, pero también el aura, la energía fosfénica, los paisajes mentales. Una “realidad paralela” que se desvela a los ojos del visitante a través de este signo único y distintivo, estimulando meditaciones, recogimiento, concentración. Un “juego” de inversión de perspectivas que se convierte en método para un crecimiento espiritual y moral. Obras que se convierten en puertas de acceso a mundos paralelos donde la belleza y la armonía nutren y regeneran nuestro ser.

Kepa Garraza, artista español asentado en Bilbao, muestra una selección de obras de su nueva serie “Power”, algunas de las cuales han sido ejecutadas para la exposición en la Real Academia. Es esta serie, el artista reflexiona acerca de la representación del poder en la cultura occidental, desde la Grecia clásica hasta nuestros días, tomando como punto de partida el uso de la escultura en la producción de retratos de personajes históricos directamente vinculados con el poder político o militar. Así, encontramos a Julio César, Alejandro Magno, Vladimir Putin, Napoleón Bonaparte o Stalin. Personajes que han hecho la historia de Occidente y que emplearon el arte como instrumento de propaganda. Tenemos también aquí un estímulo a nuestra capacidad de percepción: no hay que creer inmediatamente la versión oficial.

Raffaele Quattrone es sociólogo y comisario de arte contemporáneo. Es presidente del departamento de Emilia Romagna de la Asociación Italiana de Sociólogos, director de la Revista Startup (editada por Joomag en Estados Unidos), embajador del proyecto Rebirth-Terzo Paraíso creado por Michelangelo Pistoletto, colaborador del Wall Steet International Magazine y de la Galería Sedition de Londres, fundada por Harry Blain propietario de la galería de Blain|Southern. Ha comisariado diversas exposiciones, en espacios tanto institucionales como no institucionales y publicado dos libros sobre la relación entre sociología y arte contemporáneo.


INFORMACIÓN COMPLEMENTARIA: Oltre ogni ragionevole dubbio. Quattrone, Di Fabio y Garraza

Quello che muta non muore. Il debutto della vecchia ballerina

26 aprile 2017. Cripta dell’accademia, ore 21.00 / ingresso libero fino a esaurimenti posti

El cambio
de estación. No cesará
la orquesta – no es posible acallar
su melodía-. Escucha. Escucha tal vez puedan dos tristes bailarines
al fin
acompasarse. Tú baila. Tú baila baila baila
– si antes
te aferraste
ahora
te desprendes-. Tú baila y mientras bailas
aprende lo que dice- lo que muda
no muere- aprende
lo que dice
la canción del otoño:
lo que muda
no muere.

“Aprender”, Ada Salas

 

Questa azione è il primo capitolo di L’età della carne, un processo di ricerca e creazione artistica sull’invecchiamento dei corpi.

Quello che muta non muore apre uno sguardo microscopico al passare del tempo come agente costruttore della materia. I paesaggi respiratori che state guardando sono immagini prese da colture di diverse materie realizzate dal mese di febbraio di questo anno.

Questi paesaggi si incontrano col corpo della vecchia ballerina, una creatura nata vecchia e ballerina nello stesso tempo. Un corpo gravitatorio, di movimento fragile che questa sera farà il suo debutto.

 

 

Jorge Carruana Bances e il cinema d’animazione cubano degli anni ‘60

26 aprile 2017. Sala conferenze della real academia de españa en roma, ore 19.00 

Come parte delle attività parallele alla mostra Jorge Carruana: Fumetti, sesso, guerra…, è stato organizzato il programma audiovisivo Jorge Carruana e il cinema d’animazione cubano degli anni ’60, con la presentazione a Roma di alcuni cortometraggi d’animazione dell’artista. La proiezione verrà introdotta dalla curatrice della mostra, Suset Sánchez, e dal Dr. Xose Prieto Souto, Professore di comunicazione audiovisiva dell’Università Carlos III di Madrid. La sessione cinematografica avrà luogo nella Sala conferenze della Reale Accademia di Spagna a Roma il 26 aprile alle ore 19.

Le pellicole sono state recuperate dagli archivi dell’Istituto Cubano di Arte e Industria Cinematografici (ICAIC) dell’Avana, grazie al lavoro della ricercatrice Miryorly García. La maggior parte delle opere audiovisive incluse nel programma, tra cui il cortometraggio El gallito de papel, la cui sceneggiatura, regia e animazione furono a cura di Carruana, non viene proiettata dagli anni Sessanta, e pertanto questa è un’occasione unica per apprezzare la vitalità delle produzioni della prima generazione di registi del Dipartimento di Cartoni Animati dell’ICAIC.

Tra le opere cinematografiche realizzate, sono presenti due cortometraggi animati fondamentali di questa prima fase creativa di Carruana, El gallito de papel (1964) e Un sueño en el parque (1965). Il primo, sceneggiatura, regia e animazione dell’artista, è una favola sugli archetipi del bene e del male riprodotti nel gioco e nell’immaginazione infantile. Con un disegno geometrico semplificato e l’alternanza di piani di colori che definiscono le forme e gli sfondi, l’artista ottenne un’opera di pregevole risultato estetico che catturò l’attenzione del pubblico e della giuria in importanti festival di cinema europei a metà degli anni ’60. Un sueño en el parque, con disegni e animazione dell’artista, è una poetica dichiarazione antibellica che ha come scenario la guerra nucleare. Entrambe le pellicole dimostrano la maestria di Carruana come disegnatore, uno degli elementi fondamentali del suo lavoro che si può apprezzare anche nell’esposizione ospitata dalla Reale Accademia di Spagna a Roma, e con cui entra in dialogo questo programma audiovisivo.

 

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Revisione del portafoglio di fotografie PHOTOESPAÑA. 5 – 6 maggio 2017

La Fondazione Ankaria in collaborazione con PHotoEspaña, Festival Internazionale di fotografía e delle arti visive, e l’Accademia di Spagna a Roma, l’organizzazione di una revisione del portafoglio che si terrà il 5 maggio (16.00 alle 20.00 h.) E il 6 maggio ( 10,30-16,00 h) presso la sede dell’Accademia di Spagna a Roma.
Il porfolio la visione è un programma formativo che è stato progettato per i fotografi che stanno sviluppando un corpo di lavoro e cercando diverse prospettive professionali al fine di migliorare la loro presentazione e dare visibilità al loro lavoro. Un totale di 15 fotografi saranno in grado di mostrare il loro lavoro in una presentazione di 20 minuti con tre curatori di rilievo e manager.

PROFESSIONISTI

Claude Bussac, Direttore La Fábrica, España
Isabel Elorrieta, Direttore Fundación Ankaria, España
José María Luna, Direttore dell’Agenzia Pubblica per la gestione della Casa Natal Picasso e di altri musei e culturali strutture della città di Malaga
Ramón Gonzalez, Curatore indipendente
Esperto entità culturale italiana

DATA E LUOGO

Biblioteca della Real Academia de España en Roma
Venerdì 5 maggio, di ore 16.00 a 20.00
Sabato 6 maggio, di ore 10.30 a 14.00

SCARICARE BANDO E PROGRAMMA Bando e programma. 5-6 maggio 2017

Il diaframma è un muscolo / una cupola che sostiene tutta la fascia scapolare, la parte alta della colonna, gli arti superiori e il cranio. È il muscolo / cupola che regge il nostro essere – cuore – testa.

È inserito fra l’apofisi xifoide dello sterno, i bordi costali della parete toracica, le estremità dell’XI e della XII costola, legamenti della parete addominale posteriore e le vertebre lombari L1, L3 e L4.

Il cuore riposa sopra al diaframma.

L’escursione diaframmatica, ossia il suo movimento durante la respirazione, va da 1,5 a 10 cm di lunghezza. Durante l’inspirazione il diaframma si abbassa per lasciare spazio ai polmoni, e si appoggia sulle viscere. Nell’espirazione sale, si rilassa e torna al suo posto.

 

La fortezza è la virtù soprattutto di chi resiste. Inoltre capita che nonostante possiamo vedere l’azione come qualcosa tendenzialmente di limitato nel tempo, la resistenza ella fortezza richiede quasi sempre perseveranza e uno sforzo sostenuto. Perseverare significa questo: mantenersi fermi quando serve. I puntelli di qualsiasi struttura non possono cedere nemmeno un istante affinché la struttura stessa rimanga in piedi.

“Da La resistenza intima”,  Josep Maria Esquirol

“No, non serve che tu lo faccia tutto il tempo.”

“Non fa nulla.”

Ma non è vero, sì che fa.

Le cupole e il nostro diaframma sostengono lo scorrere del tempo e tutte le tensioni del nostro corpo, le accolgono, non si sgonfiano e non traballano.

Potremmo prenderci un po’ più cura dei nostri diaframmi. Una rivendicazione del minimo indispensabile del sostegno ai nostri organi, di tutti i tetti pieni d’aria e di luce che donano sollievo alle città.


 

Ci trasferiamo alla cripta del Tempietto del Bramante per un giorno, per resistere insieme a lui il corso del tempo, festeggiandolo con danza. L’azione è continuata dalle 10.00 fino alle 18.00 ore. Il pubblico potrà partecipare in qualsiasi momento e rimanere tutto il tempo che voglia.

INTERPRETI 

Irene Cantero e Luz Prado

COLLABORAZIONE DI 

Elena Córdoba e David Benito

 

Concerti di Musica da Camera. Ciclo “I Venerdì Musicali della Real Academia de España en Roma”

Ciclo di concerti di musica da camera, risultato della collaborazione tra la Real Academia de España en Roma e il corso di alto perfezionamento della Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Venerdì di aprile, maggio e giugno, nella Sala dei Ritratti, alle ore 19.00. Ingresso libero fino a esaurimento posti.

PROGRAMMA

21 APRILE, ORE 19.00

RACHMANINOFF, Trio élégiaque No.1 in Sol minore

SHOSTAKOVICH, Trio Op.8 in Do minore

Trio Pragma
Federica Severini, violino
Giovanni Sanarico, violoncello
Gennaro Musella, pianoforte

SHOSTAKOVICH, Quintetto Op. 57 in Sol minore

Roberta Lioy, violino
Matteo Bovo, violino
Vincenzo Starace, viola
Emilio Mottola, violoncello
Stefania Argentieri, pianoforte


5 MAGGIO. ORE 19.00

V. BEETHOVEN, Sonata Op. 12 No. 1 in Re maggiore

Roberta Lioy, violino
Stefano Ruiz de Ballesteros, pianoforte

BRAHMS, Trio Op. 101 in Do minore

Roberta Lioy, violino
Vincenzo Lioy, violoncello
Stefania Argentieri, pianoforte

RAVEL, Trio in La minore

Trio Dmitrij
Henry Domenico Durante, violino
Francesco Alessandro De Felice, violoncello
Michele Sanpaolesi, pianoforte


9 GIUGNO. ORE 19.00

SCHUBERT, Sonata il La minore “Arpeggione”

Vincenzo Starace, viola
Marlene Fuochi, pianoforte

BRAHMS, Quartetto Op. 25 in Sol minore

Cecilia Cartoceti, violino
Teresa Dangelico, viola
Ilaria Calabrò, violoncello
Lucija Majstorović, pianoforte


16 GIUGNO. ORE 19.00

V. BEETHOVEN, Trio “degli Spettri” Op. 70 n. 1 in Re maggiore

Valentina Matiussi, violino
Emilio Mottola, violoncello
Marlene Fuochi, pianoforte

MENDELSSOHN, Trio Op. 49 in Re minore

Matteo Bovo, violino
Francesco Marini, violoncello

“Son Regina, e sono amante”

CONCIERTO –  CONFERENCIA. Salón de Retratos de la Real Academia de España en Roma. Viernes 7 de abril, 18.30 h

Son regina, e sono amante es un proyecto de Música y Musicología desarrollado por la Doctora Ana Lombardía en la Real Academia de España en Roma durante el año 2016/2017. Aborda por primera vez el papel de las mujeres en los intercambios musicales entre España e Italia durante el primer cuarto del siglo XIX (1801-1824). La figura central es la infanta española María Luisa de Borbón (1782-1824), Reina de Etruria y Duquesa de Lucca. Vivió 20 años en Italia, cultivando  una intensa pasión por la música como mecenas, coleccionista, pianista, cantante e incluso compositora. Además estableció contacto con compositoras y libretistas italianas que le dedicaron obras artísticas como algunas de las composiciones que escucharemos en este concierto.

*Esta actividad se realiza gracias a las Becas MAEC-AECID de Arte, Educación y Cultura para el curso académico 2016–2017, dentro del programa de becas de la Real Academia de España en Roma. El concierto cuenta con la colaboración de la Fondazione Musica per Roma y Accademia Maria Luisa di Borbone (Viareggio).

 

PROGRAMA

I. I “maestri” di Maria Luisa

Tre canzoni –  Francesco Federici (1748-1799)

*Dodici ariette (1815)Che fa il mio bene/ *Cinque arie: O candida pace – Filippo Moroni (fl. 1800-1833)

II. Le dame al fortepiano

*Sonata Malinconia nella partenza di Sua Maestà – Nunziata Mazzini

*Sonatina in Concerto per li Canari – Nunziata Roberti

*Potpurie pour le clavecin / *Prima esecuzione in tempi moderni – Anónimo

III. Canzoni spagnole

Aquel que gime y suspira – Andrés Rosquellas (1781-1827)

Tre canzoni – José Rodríguez de León (1784-1825)

La cautiva en prisiones – Anónimo

IV. Fortepiano alla spagnola

Seguidillas de bailar bolero – Anónimo

Fandango nuevo – Francisco Díaz

V. Serie di seguidillas anonime

El pajarillo incauto

Cuando de ti me aparto

En placer se embriaga el avecilla

En la amorosa nave de mi criado

Los amantes más viles y más ingratos

Quien camina “depriesa” poco adelanta

Las naves que de golfo se redimieron

 

INTERPRETACIÓN A CARGO DE

Marta Estal – Soprano

Barbara Panzarella – Pianista

Jorge Carruana Bances: FUMETTI, SESSO, GUERRA…

Esta exposición es el primer acercamiento a un conjunto importante de la obra de Jorge Carruana Bances, artista cubano que vivió el exilio en Roma desde 1970. Esto ha supuesto un silencio sobre su obra en la historiografía del arte cubano. Carruana es uno de los autores esenciales para el desarrollo y la investigación del lenguaje pop, la pintura postmoderna y las estrategias de apropiación en los discursos estéticos del arte cubano a finales del siglo XX.
“Jorge Carruana Bances: FUMETTI, SESSO, GUERRA…” está comisariada por la residente Suset Sánchez, gracias a la concesión de una beca MAEC-AECID de Arte, Educación y Cultura 2016–2017. Forma parte de la investigación El proyecto cinematográfico y pictórico de Jorge Carruana Bances: Episodios de la diáspora intelectual cubana entre España e Italia (1968–1997).
Jorge Carruana Bances (La Habana, 1940 – Roma, 1997)

Artista multidisciplinar, pintor, ilustrador, diseñador gráfico, caricaturista y director de cine que se vinculó tempranamente al Instituto Cubano de Arte e Industria Cinematográficos (ICAIC), convirtiéndose en uno de los pioneros del cine de animación en Cuba y colaborando en la imagen de algunos de los filmes más relevantes de cineastas como Tomás Gutiérrez Alea o Eduardo Manet. Entre los episodios reseñables de su biografía intelectual se halla la participación en el mítico Salón de Mayo de 1967, interviniendo en el mural “Cuba colectiva”. En 1968 el artista emigró hacia España, donde mantuvo relaciones con figuras como Gabriel García Márquez y Julio Cortázar. En 1970 se estableció definitivamente en Roma y colaboró con Radio Televisión Italiana (RAI) y los estudios cinematográficos Lodolofilm. En 1977 realizó su primera exposición individual en Italia, 12 Slides da Cuba (Galería Rondanini, Roma), presentada por el crítico de arte Maurizio Fagiolo y reseñada por Vito Apuleo. También son destacables las exposiciones colectivas homenaje a Joan Miró (Montecatini, 1979 y 1980) en las que participó y la muestra Cuba 5 Art Cubain contemporain (Galería Editart, Ginebra, 1981) junto a otros cuatro creadores entre los que se encontraba Wifredo Lam. Su trabajo como ilustrador lo vinculó en varias ocasiones a la obra de Guillermo Cabrera Infante, ilustrando varias portadas de los libros del escritor.

OPEN STUDIOS 2017: Giornata di Porte Aperte

Gioverdì 23 marzo 2017, ore 17:00

Gli artisti, ricercatori e scrittori della Real Academia de España en Roma presenteranno i loro “lavori in corso”, sarà l’anticipo di ciò che sarà il risultato del processo creativo svolto durante la loro permanenza a Roma e che sarà presentato alla Mostra Finale dei Borsisti il prossimo 22 giugno.

Pablo Peláez: Betterlife

BETTERLIFE

Concerto a carico del pianista e compositore Pablo Peláez.

Venerdì 3 febbraio alle ore 18:30. Salone dei ritratti. Real Academia de España en Roma.


 

Programma:

  • I FUEGO:Dolor de la Tierra
    Betterlife
    Fuego
    Sueño común
    Al Alba
    “Diálogo de Lunas”
    Caminando
    Viaje de Alicia
    Jugando
  • II AIRE (Tema y Variaciones):Tema
    Variación I
    Variación II
    Variacion III
  • III TIERRA:Deshielo
    Manantial
    Arroyo
    Rápidos
    Lluvia
    Tormenta
    Niebla
    Río
    Delta
    Mar
  • IV AGUA:Delfines
    Epílogo
    Aquellos Años
    Entre dos Orillas
    Despedida
    Esperanza

 

Presentazione / Concerto

ARCANGELO CORELLI
Sonate per violino op. v

Venerdì 17 febbraio, ore, 18,30 | Salone del ritratti
Ingreso libero.
Conferenza della violinista Lina Tur Bonet e presentaziones del CD “La Gioia”.

Proiezione del video dell’artista Ángel Haro sulla Folía di Corelli

Concerto: “Musiche di José Herrando (ca. 1720 – 1763) e anonimo”

Trascritte da Ana Lombardía eseguite da Alexey Fokin (violino) e Miguel Bellas Hernández (chitarra barocca)

In occasione del concerto ci sará una conferenza sulle relazioni tra Italia e Spagna nella musica da camera strumentale del Settecento a carico della dr.ssa Ana Lombardia e la presentazione dei volumi ‘Studi sulla musica dell’età barocca III’ e ‘Quaderni Ruspoli, studi musicali euro-latinoamericani I’ presentati dal prof. Álvaro Torrente e il prof. Giorgio Monari.

Venerdì 3 febbraio, ore 18,00 | Sala dei Ritratti
Ingresso libero

Scoprir. Mostra del Cinema Iberoamericano di Roma

V edizione dal 12 al 17 dicembre 2016

Torna anche quest’anno SCOPRIR, mostra del cinema iberoamericano di Roma. Da lunedì 12 a sabato 17 dicembre la Real Academia de España en Roma ospita la quinta edizione della rassegna organizzata dall’Istituto Cervantes di Roma, in collaborazione con la Real Academia de España, la FUIS – Federazione Unitaria Italiana Scrittori –  e le ambasciate in Italia di Brasile, Cile, Colombia, Costa Rica, Guatemala, Honduras, Messico, Nicaragua, Perù, Portogallo e Uruguay.

13 film in lingua originale con sottotitoli in italiano, in rappresentanza di altrettanti paesi, verranno presentati al festival capitolino che ha come mission la promozione di una tra le cinematografie più dinamiche e audaci al mondo, capace di offrire novità tra le più interessanti in termini di tematiche, tecniche narrative e scelte stilistiche. Tra prime assolute, presentazioni con gli autori, proiezioni speciali e momenti di approfondimento, Roma diventa per una settimana la dimora delle culture filmiche iberoamericane, offrendo al pubblico una visione ampia, inedita e soprattutto originale di una scena in costante crescita. Con particolare attenzione ai giovani autori e ai talenti ancora poco noti alle grandi masse.

PRESENTI: AUTRICI DI FUMETTO DI IERI E OGGI

Le autrici di fumetto sono presenti / Le autrici di fumetto sono il presente

Il 22 novembre la Real Academia de España en Roma inaugura la mostra “PRESENTI: AUTRICI DI FUMETTO DI IERI E OGGI”, organizzata e prodotta dall’Agenzia Spagnola di Cooperazione Internazionale per lo Sviluppo (AECID) con la collaborazione del COLLETTIVO AUTORAS DE COMIC (Spagna). Avendo come base di partenza Roma, “PRESENTI: AUTRICI DI FUMETTO DI IERI E OGGI” farà scalo in diverse sedi e città italiane, e verrà presentata anche in diversi paesi dell’Europa e dell’America Latina.


 

“PRESENTI: AUTRICI DI FUMETTO DI IERI E OGGI” è dialogo e genealogia del fumetto creato da donne. Una mostra che ha come argomento essenziale dimostrare che la realtà può cambiare attraverso la creazione, attraverso il fumetto. Questa mostra si struttura come una summa di dialoghi intergenerazionali e tematici, in cui le opere delle 52 autrici dialogano sul prima e sull’adesso, sia della nostra società che del fumetto stesso.

Il racconto proposto in “PRESENTI: AUTRICI DI FUMETTO DI IERI E OGGI” mira a scoprire alcune delle fumettiste spagnole più rilevanti che hanno dato vita a questo mezzo di comunicazione, e ad alcune delle eredi che, nelle generazioni successive, hanno contribuito a rendere le vignette disegnate da donne ciò che sono attualmente. Storiche, veterane e promesse si confrontano in quanto rappresentanti di un panorama sociale in permanente evoluzione dall’inizio del XX secolo, attraverso le immagini che hanno creato. I 25 dialoghi strutturati in cinque assi tematici palesano le trasformazioni avvenute nella nostra società, ma invitano anche a riflettere sulla portata reale di suddette trasformazioni per quanto concerne lo spazio simbolico; la configurazione di genere dalla quale hanno creato e continuano a creare le stesse autrici; come si considerano loro stesse; una professione tradizionalmente maschile e la maggior visibilità delle loro opere, tra altre questioni.

“PRESENTI: AUTRICI DI FUMETTO DI IERI E OGGI” propone un dibattito sul luogo delle donne nel fumetto, un dibattito che risulta importante e necessario per avviare una riflessione sul ruolo che hanno ricoperto e ricoprono le donne in questi spazi. La Real Academia de España en Roma  ha voluto apportare a “PRESENTI: AUTRICI DI FUMETTO DI IERI E OGGI” parte della sua collezione, esponendo le opere originali di quei professionisti del fumetto e dell’illustrazione, spagnoli e sudamericani, che, con il sostegno dell’AECID, hanno potuto sviluppare i loro progetti e pubblicazioni grazie al loro soggiorno a Roma, nonché le opere dei cinque residenti che attualmente lavorano presso l’Accademia. Questa iniziativa verrà inoltre accompagnata da una serie di attività parallele che contribuiscano a complementare e approfondire tutto ciò che riguardi il mondo del fumetto.

TAVOLA ROTONDA / 22 novembre 

Tebeo / Fumetto: Situazione attuale.

 Ore 15.00

– Enrique Bordes / moderatore (Spagna) Architetto, ricercatore. Tesi in “Cómic: Arquitectura narrativa”

– Martín López Lam  (Peru) Artista grafico

– Laura Scarpa (Italia) Fumettista, illustratrice ed editrice della ed. Comicout

Le donne prendono le matite, lo spazio e la parola.

Ore 17.00

– Riccardo Corbó –  moderatore (Italia) Funzionario TG3. Esperto di culture giovanili e curatore di mostre sulle icone pop del mondo dei comics.

– Ritra Petruccioli  (Italia) Illustratrice e fumettista

– Elisa McCauslan / Carla Berrocal (Spagna). Collettivo AUTORAS DE COMIC.

 

IL COLLETTIVO AUTORAS DE COMIC nasce in seguito alla necessità di raggruppare in un collettivo tutte le autrici (e gli autori) che lottano per un’uguaglianza di genere reale ed effettivo in un mercato tradizionalmente dominato dall’uomo, come è quello del fumetto. Il suo principale obiettivo è la lotta congiunta per rendere il mercato del fumetto uno spazio egualitario, dove le autrici vengano riconosciute per il loro lavoro, i loro meriti, senza alludere al loro sesso o al loro presunto “sensibilità”. Come affermano, “riunirci in un collettivo ci permette di lavorare in maniera più efficace contro questi pregiudizi strutturali, poiché capiamo che unendo le nostre forze saremo più incisive che lottando individualmente”. Tra le loro principali linee di lavoro va sottolineata quella volta a recuperare il lavoro di quelle autrici ingiustamente dimenticate dalla storia egemonica, e che si sono viste private di un meritato riconoscimento. Il fine ultimo del Collettivo di Autrici di Fumetto è fungere da nodo nella lotta per l’uguaglianza di genere e rendere il mondo del fumetto un ecosistema più giusto. Per la sua attività, AUTORAS DE COMIC è stato recentemente insignito del Premio Cultura/Medios della Federazione delle Donne Progressiste di Spagna.

Presentes: Autoras de tebeo de ayer y hoy from Autoras de Cómic on Vimeo.

 

 

LA ZARZUELA SPAGNOLA E DUETTI BAROCCHI

Venerdì 11 novembre 2016. ore 19.00. Ingresso libero fino a esaurimento posti.

Mº Maurizio Colacicchi con gli alunni del Conservatorio di Musica “Licinio Refice” di Frosinone e del Conservatorio “Luigi Cherubini” di Firenze.

Maurizio Colacicchi Iniziò i suoi studi pianistici a Zagabria – Croazia. Diplomato in Pianoforte al Conservatorio di Musica “Santa Cecilia” – Roma. Studi umanistici in diversi paesi: Yugoslavia, Spagna e Tunisia. Studi di etnomusicologia nella Facoltà di Lettere Moderne dell’Università “La Sapienza” Roma. Fellowship Diploma in Vocal Chamber Music, The National College of Music and Arts – Londra. Docente di Pianoforte presso il Conservatorio di Musica “L. Refice” – Frosinone – Italia.


 

Programma:

Giovanni Paisiello (1740 – 1816) Quando lo stral spezzai – Duetto Soprano – GIORGIA SORICHETTI I Soprano – NAMIKO OKANO I Pianoforte – VERONICA PLACIDI
Benedetto Marcello (1686 – 1739) Per saettarmi non ha più strali – Duetto Soprano – GIORGIA SORICHETTI I Soprano – ILARIA MANDAS I Pianoforte – VERONICA PLACIDI
José de Nebra (1702 – 1768) ¿Quién, cielos, de Adonis? – dalla Zarzuela Barocca Vendado es Amor, no es ciego (1744) Trascrizione per Canto e Pianoforte del M° Cristiano Vecchi
Soprano – ILARIA MANDAS I Pianoforte – CRISTIANO VECCHI
Antonio Literes (1673 – 1747) Confiado Jilguerillo – dalla Zarzuela Barocca Acis y Galatea (1708) Soprano – NAMIKO OKANO I Pianoforte – VERONICA PLACIDI
Salvador Codina I Cabra (1910 – 1985) Romanza de Saùl – dalla Zarzuela La Galeota Basso-baritono – SANDRO DEGL’INNOCENTI I Pianista – GLORIA KIM
Pablo Sorozábal (1897 – 1988) No puede ser dalla Zarzuela La Tabernera del Puerto Tenore – FRANCESCO LUCII I Pianoforte – CRISTIANO VECCHI
Pablo Sorozábal (1897 – 1988) Romanza de Dupont – dalla Zarzuela Blak, el Payaso Tenore – MAURO DE SANTIS I Pianoforte – VERONICA PLACIDI
M. Nieto (1844 – 1915) y G. Giménez (1854 – 1923) Me llaman la Primorosa – El Barbero de Sevilla Soprano – ERIKA NAKANISHI I Pianista – GLORIA KIM
Jacinto Guerrero (1895 – 1951) Romanza de Juan Luis – dalla Zarzuela El Huéspèd del Sevillano Tenore – MAURO DE SANTIS I Pianoforte – CHIARA MORRONE
Emilio Arrieta (1821 – 1894) Pensar en él – dalla Zarzuela Marina Soprano – YOONSEO KIM I Pianoforte – GLORIA KIM
Jacinto Guerrero (1895 – 1951) Canto a la espada Toledana – Zarzuela El Huésped del Sevillano Tenore – MAURO DE SANTIS I Pianoforte – CRISTIANO VECCHI
Pablo Sorozábal (1897 – 1988) Despierta Negro – dalla Zarzuela La Tabernera del Puerto Basso-baritono – SANDRO DEGL’INNOCENTI I Pianista – GLORIA KIM
Miguel Marqués (1843 – 1918) Lágrimas mías – dalla Zarzuela El anillo de hierro Soprano – ERIKA NAKANISHI I Pianista – GLORIA KIM
Pablo Luna (1879 – 1942) Pajarín, tú que vuelas – dalla Zarzuela La Pícara Molinera Tenore – MAURO DE SANTIS I Pianista – VERONICA PLACIDI
Francisco Asenjo Barbieri (1823 – 1894) Canción de la Paloma – Zarzuela El Barberillo de Lavapiés Soprano – YOONSEO KIM I Pianista – GLORIA KIM
Manuel Fernández Caballero (1835 – 1906) Esta es su carta – Zarzuela Gigantes y Cabezudos Soprano – CHIARA MORRONE I Pianista – CRISTIANO VECCHI
Emilio Arrieta (1821 – 1894) Se fue, se fue la ingrata – Duetto dalla Zarzuela Marina Tenore – FRANCESCO LUCII I Basso-baritono – SANDRO DEGL’INNOCENTI I Pianoforte – GLORIA KIM

CONVEGNO INTERNAZIONALE “CERVANTES E ITALIA” (1616-2016)

Roma, 24-26 novembre 2016

Organizza: Ambasciata di Spagna in Italia/AECID, Università degli Studi di Roma La Sapienza

 

PROGRAMMA

Giovedì 24 novembre, Aula Levi della Vida (Ex Vetreria Sciarra, Via dei Volsci 122)

9.30 Inauguración

Saludos de las Autoridades: Il.mo Decano de la Facultad de Lettere e Filosofia, Prof. Stefano Asperti Il.ma Directora del Dipartimento di Studi Europei, Americani e Interculturali, Prof.ra Arianna Punzi Il.mo Consejero Cultural de la Embajada de España en Roma, Ion de la Riva Guzmán de Frutos

Introducción de Mª Luisa Cerrón Puga

PRIMERA SESIÓN

Moderadora: Mª Luisa Cerrón Puga

10.00 Giulio Ferroni (Sapienza Università di Roma): “Forse altri canterà con miglio plettro”: strategie dell’interruzione e del rinvio da Ariosto a Cervantes

10.30 Aldo Ruffinatto (Università di Torino): Ariosto y Cervantes: un diálogo entre gigantes

11.00 Pausa café

Moderador: Norbert von Prellwitz

12.00 José Manuel Martín Morán (Università del Piemonte Orientale): Cide Hamete y la estirpe de Turpín

12.30 Mª Luisa Cerrón Puga (Sapienza Università di Roma): Las soledades de Marcela y la muerte de Grisóstomo a la luz de Ficino (Quijote I, 12-14)

Debate

SEGUNDA SESIÓN Moderadora: Elisabetta Sarmati

15.00 Giuseppe Grilli (Università Roma Tre): Cervantes último (ni triste, ni solitario ni final…)

15.30 Luis Gómez Canseco (Universidad de Huelva): Imitación y ejemplaridad: Bandello, Cervantes y Avellaneda

16.00 Donatella Pini (Università di Padova): Contrapunto hispano-italiano en La Señora Cornelia

16.45 Pausa café

17.00 Victoria Pineda (Universidad de Extremadura): Gestualidad y retórica de las pasiones en las Novelas ejemplares: de Giraldi y Tasso a Cervantes

17.30 Anna Bognolo (Università di Verona): Variedad entre riqueza y desorden. Más sobre Cervantes y Tasso

Debate

Venerdì 25 novembre, Aula Odeion (Facoltà di Lettere e Filosofia, P.le Aldo Moro, 5)

TERCERA SESIÓN

Moderador: Francisco Javier Lobera Serrano

9.30 Carla Perugini (Università di Salerno): Italianos reales e italianos de ficción en la obra de Miguel de Cervantes

10.00 Pina Rosa Piras (Università Roma Tre): Luoghi cervantini

10.30 Maria Rosso (Università di Milano): Cervantes y los itinerarios italianos del Persiles

11.00 Javier Gómez Montero (Christian-Albrechts-Universität Kiel): El/Don Quijote, lugar de memoria europea/italiana

11.30 Pausa café

12.00 Francisco Rico (RAE, Accademia dei Lincei): Oh ispanisti, io vi esorto agli stampati

12.30 Caterina Ruta (Università di Palermo): Il canto di Don Chisciotte nei libretti d’opera italiani

Debate

CUARTA SESIÓN

Moderador: Vicenç Beltran

15.00 Carlos Alvar (Universidad de Alcalá de Henares-Université de Genève): El Quijote en el cine italiano

15.30 Norbert von Prellwitz (Sapienza Università di Roma): El Licenciado Vidriera llevado a las tablas por el Teatro del temple

16.00 Ines Ravasini (Università di Bari): Il quadro delle meraviglie: un libreto para opera buffa de Andrea Camilleri

16.30: Pausa café

17.00 Loretta Frattale (Università di Roma Tor Vergata): Intertestualità e intermedialità nel Don Chisciotte illustrato da Mimmo Paladino

17.30 Gabriele Quaranta (Sapienza Università di Roma): Un personaggio per molti mondi: intersezioni lettera- rie e illustrazione del Quijote tra Spagna, Francia e Italia

Debate

Sabato 26 novembre, Academia de España en Roma (Piazza S. Pietro in Montorio, 3)

QUINTA SESIÓN

Moderadora: Isabella Tomassetti

9.30 Iole Scamuzzi (Università di Torino): Cervantes y el Quijote en la prensa Italiana de la época fascista: La Stampa, Corriere della Sera, Gazzetta del Popolo

10.00 Flavia Rossi (Sapienza Università di Roma): Prestiti cervantini nel Barone di Nicastro di Ippolito Nievo

10.30 Nancy De Benedetto (Università di Bari): L’antiretorica della lingua viva nelle traduzioni nove- centesche del Chisciotte

11.00 Patrizia Botta, Debora Vaccari (Sapienza Università di Roma), Aviva Garribba (LUMSA): La última traducción italiana del Quijote, II: escollos de interpretación

11.45 Pausa café

Moderadora: Mª Luisa Cerrón Puga

12.15 Fernando Martínez de Carnero (Sapienza Università di Roma): Jergas y proverbios: los otros lenguajes en Cervantes

12.45 Francisco Javier Lobera Serrano (Sapienza Università di Roma): Oralidad y escritura en el diálogo: La Celestina y Don Quijote

Conclusiones

Magic Lantern Film Festival

Giovedì 27 ottobre 2016, ore 18.00

Ciclo di cinema horror. Verranno proiettati i film:

-Theatrical trailer for Sculpt di Loris Greaud, Stati Uniti, 2016, 2:28 min

-The Point of Least Resistance di Fischli & Weiss, Svizzera, 1980-81, 30 min

-The Right Way di Fischli & Weiss, Svizzera, 1983, 55 min