YEYEI GÓMEZ Y GADEA BURGAZ, LO SPECCHIO E LA MASCHERA

REAL ACADEMIA DE ESPAÑA EN ROMA

PROCESSI 148│MOSTRA FINALE DEGLI ARTISTI RESIDENTI, STAGIONE 2020/2021

Dal 7 ottobre 2021 al 15 gennaio 2022

 

OPERA

“Le maschere hanno un potere, quello di occultare la realtà che nascondono. Sono ammalianti, seducenti… Hanno una capacità genuina di controllare lo spazio con il loro carisma, con la loro presenza. Il loro modo di convincere ti rende felice, ti fanno sentire come in un sogno in cui sei a tuo agio. In un luogo dolce, gradevole, in una realtà parallela con delle distanze nuove, con una prossimità tranquillizzante, che ti rinchiude, che ti placa, che ti addormenta.

Per fare una buona maschera ci vuole del tempo. Ogni maschera cela un grande sforzo di manipolazione, di controllo delle emozioni, dei lineamenti. Le migliori sono quelle che si creano strato dopo strato in un modo delicato e sottile, per dissimulare qualsiasi difetto. A poco a poco, a base di gesti sussurrati ed espressioni affettuose.

Concentrati sulle smorfie, sulle frasi, ti danno indizi di continuo.

Quanto più tempo si dedica alla maschera, più naturale si sente, più veritiera sembra e maggiore è lo sforzo che ci serve per decostruirla, per vedere la vera biologia che nasconde. Nasconderà più efficacemente la sua origine etimologica e la menzogna che c’è dietro.

Se parlassimo di una mera facciata, qualcosa del fascino svanirebbe perché parte dell’incanto si gioca nella parola. 

Provocare risate, paura, pianto, dolore, causare irritazione… è ciò che si cerca dietro una maschera. Quando ridi, piangi, provi dolore o rabbia starai benedicendo il lavoro del suo autore, del pagliaccio.

La bellezza della maschera è conflittuale. La maschera arriva a funzionare come una sorta di facciata per i mediocri, magniloquente e fragile allo stesso tempo. I suoi occhi guardano nel vuoto, non rispondono all’affetto di altri sguardi e la smorfia è rigida e fredda alle volte.

Tra la varietà degli strumenti dell’artigiano, il più prezioso è la volontà dello spettatore di credere alla finzione. Le maschere coprono gli occhi di chi guarda che guardando non vede più liberamente. Vede soltanto ciò che il mascherato mostra. Neanche quello vuole vedere se stesso ma è incapace di smettere di guardarsi. Per questo il lato concavo del suo inganno è ricoperto con uno specchio, per vedere se stesso, perché il personaggio adora osservare l’immagine che proietta sugli altri.

È facile spiccare, convincere e dominare da dietro una maschera, ma a distanza ravvicinata, la maschera perde magnetismo e quando raggiungi una confidenza sufficiente scopri la trappola”.

 

BIOGRAFIA

 YEYEI GÓMEZ
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(Madrid 1993) Disegnatrice e vignettista. Ha pubblicato Cuaderno de clase (2019), un materiale concepito come risorsa per lavorare con studenti della scuola secondaria sulle possibilità espressive della fanzine e del fumetto; Guy (2017), un approccio in formato fumetto alla figura della cineasta francese, e Naufragio Universal (2017), una raccolta di vignette di riflessione sociale insignito nel 2016 del Premio Injuve e ripubblicata in Francia nel 2021 da Editions en Apnée.

La sua opera grafica è stata esposta nella galleria La Empírica a Granada (2017) e in altri spazi come la Sala Amadís a Madrid (2017 e 2018) o l’Antiguo Hospital de Santa María la Rica di Alcalá de Henares (2018).

La sua opera si colloca nel campo dell’illustrazione editoriale, humor grafico e cartellonismo. Partecipa regolarmente a incontri inerenti all’illustrazione e al fumetto (ARF! Festival 2019, Unicomic 2018, Encuentro de Diseño y Cultura Digital 2018, Other Museums Generation 2018), e concilia il suo lavoro con la docenza. Yeyei Gómez è diplomata in Disegno Grafico alla Escuela Superior de Diseño di Madrid, specializzata in incisione e stampa presso la Escuela de Arte10, e Master in formazione alla docenza all’Universidad Autónoma di Madrid.

www.yeyeigomez.com

GADEA BURGAZ opcion 2-Gadea recortada2

Madrid, 1992. Dopo aver studiato Architettura e Belle Arti, lavora con diverse discipline. Dal tessile alla scultura, dalle videoriprese alla pittura, l’architettura, la costruzione, dall’urbanismo al paesaggio, il teatro, scritti, spesso il disegno, il movimento dei corpi e le immagini, il volto. Mette in relazione le cose. In questo modo si trova di fronte a temi basilari, antichi, che sono anche contemporanei. E il progetto sorge.

Laureata in Architettura nel 2017 all’Universidad Politécnica de Madrid, conclude gli studi con un master abilitante. Un anno alla Facoltà di Belle Arti di Madrid e all’Università di Tokyo, nel LAB di Kengo Kuma. Nel 2019 costruisce un padiglione per il Festival Concéntrico 05 di Logroño, che viene installato con un’altra distribuzione nel Goethe-Institut di Madrid e per l’evento della Notte Bianca di Oviedo. Nel 2020 realizza la sua prima residenza artistica di sei mesi nel WIELS, Museo di Arte Contemporanea di Bruxelles. Partecipa alla mostra Hide’n Seek alla Temple University di Roma.