@Mar Sáez

2020/2021


PROGETTO


Li sfioravo nei miei giochi di pietra

Le incrinature di qualche frammentata iscrizione su pietra o metallo, un affresco di cui non rimane ormai quasi nulla, un busto mutilato con fervore: tutto sembra essere ancora caldo dal contatto con un corpo che incide, il corpo di un artista artigiano. Il tempo è apparentemente diverso, ma i desideri sono primitivi. Qui forse trema l’essenza del linguaggio: nel gesto di un’incisione – nell’azione fisica di un intaglio– una corporeità destinata a scomparire lascia il suo segno su una materia che non può perire. Dimenticando tutti i segni prestabiliti, tutti i significanti che ci configurano, questo è forse uno dei segni fondamentali dell’essere umano: il desiderio di scrivere una memoria per mani e menti che ancora non esistono.

Li sfioravo nei miei giochi di pietra è un progetto di ricerca e di creazione che ruota attorno alla poetica del gesto di incisione, attorno a un corpo che incide in relazione al tempo e al desiderio di durevolezza. La ricerca parte dal frammentario, da qualche disegno graffiato, da immagini che non si lasciano intrappolare completamente, da segni illeggibili, dichiarazioni cancellate dal tempo, incomprensibili, per spogliarsi di tutto e tutti e diventare semplicemente un gesto. Come in un sogno ad occhi aperti, riusciamo quasi a raggiungere i nostri antenati, a toccare la loro fisicità: nella carezza di una materia che rimane, nella pelle delle pietre di un semplice gioco tra bambini, sono stampati i corpi di quegli altri senza nome che abitarono in un tempo precedente.

Userò i linguaggi dell’incisione e della scultura insieme ad altri media per questa esplorazione dialettica tra il tempo, la memoria, e il corpo che scolpisce, creatore, corpo inscrivente

BIOGRAFIA


Shirin Salehi

Teheran, 1982. Dopo essersi laureata in Ingegneria delle Telecomunicazioni, inizia la sua formazione artistica alla Escuela de Artes y Oficios (ArteDiez), specializzandosi nell’incisione. Completa la sua formazione alla CIEC e con il Master in Ricerca in Arte e Creazione alla facoltà di Belle Arti dell’Universidad Complutense, al cui termine ha pubblicato (velado): manifiesto de una artista en tiempos de ruido. È stata residente a La Neomudéjar (Madrid), la Casa de Velázquez (Madrid) e Fondazione Il Bisonte (Firenze).

Tra le borse di studio e i premi che ha ricevuto spiccano il Premio Bienal Pilar Juncosa e Sotheby’s de Creación Artística 2019 della Fundación Pilar y Joan Miró a Maiorca (insieme all’artista Inma Herrera), il primo premio al Libro de artista della Fundación Ankaria 2015, il premio speciale Combat Prize 2015 (Italia) e il premio Pilar Banús ai Premi nazionali di incisione del Museo del Grabado Español Contemporáneo 2014.  Parallelamente alla sua pratica artistica, lavora a progetti di scultura e traduzione di poesia. Al Museo del Prado nel 2017 ha presentato il suo testo Hermanos que se devoran y aquella pequeña acacia del patio sull’artista Farideh Lashai e il suo legame con Francisco Goya.

www.shirinsalehi.com